Truffano una donna anziana dicendole che il figlio aveva avuto un incidente

Oro e danaro sequestratoI Carabinieri della Compagnia di Martina Franca,  notano un uomo e una donna  aggirarsi con fare sospetto nella cittadina della Valle d’Itria. Apprendono, poi, che sono marito e moglie, napoletani (lui con precedenti) e che alloggiano in una struttura alberghiera. Decidono quindi, di approfondire le circostanze che li hanno condotti così lontani dal loro luogo di origine, per di più usando un’autovettura presa a noleggio.

Quindi i Carabinieri li fermano e controllati, trovano nella disponibilità dell’uomo, una somma di denaro contante pari a 1.060,00 euro oltre ad una carta bancomat. All’interno della borsa, della donna, un sacchetto contenente numerosi monili, nonché un’ulteriore somma di danaro pari a 2.710,00 euro.

Grazie all’indicazione del nome e del cognome dell’intestataria della carta bancomat, i militari contattano la legittima proprietaria, apprendendo che quest’ultima, una pensionata settantacinquenne, aveva poco prima subito una truffa presso il proprio domicilio di Brindisi.

La donna riferisce di aver ricevuto una telefonata in cui le era stato preannunciato l’imminente arrivo, presso la propria abitazione, di un fantomatico funzionario pubblico il quale avrebbe dovuto ritirare una somma di denaro necessaria a risarcire i danni cagionati dal figlio in occasione di un presunto sinistro stradale, in realtà mai accaduto. Poco dopo, in effetti, presso l’abitazione della signora si presenta un uomo,  il quale  la convincere a farsi consegnare vari monili,  500,00 euro in contanti e la carta bancomat.

I Carabinieri, appreso tutto ciò, non hanno avuto difficoltà a ricostruire i fatti, addebitando all’uomo fermato,  la truffa perpetrata in mattinata a Brindisi. A finire nei guai per il reato di favoreggiamento anche la moglie.

I monili sono già stati restituiti alla malcapitata. Il rimanente denaro rinvenuto è stato interamente sequestrato e saranno effettuati accertamenti per verificarne la provenienza.

Intanto,  i militari indagano, nelle province di Brindisi e Taranto, per verificare se ci siano altre persone truffate dai due scaltri partenopei.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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