Si ai sacchetti portati da casa

Secondo il Consiglio di Stato si potranno anche portare da casa i sacchetti monouso nuovi per l’acquisto di frutta e verdura sfuse, comunque “conformi alla normativa sui materiali a contatto con gli alimenti”.

L’acquisto obbligatorio dei bioshopper compostabili aveva generato non poche polemiche.

Ora il Consiglio di Stato chiarisce che “fermo restando il primario interesse alla tutela della sicurezza ed igiene degli alimenti, è possibile per i consumatori utilizzare nei soli reparti di vendita a libero servizio (frutta e verdura) sacchetti monouso nuovi dagli stessi acquistati al di fuori degli esercizi commerciali, conformi alla normativa sui materiali a contatto con gli alimenti – si legge – senza che gli operatori del settore alimentare possano impedire tale facoltà né l’utilizzo di contenitori alternativi alle buste in plastica, comunque idonei a contenere alimenti quale frutta e verdura, autonomamente reperiti dal consumatore”. Ciascun esercente, poi, “sarà tenuto, secondo le modalità dallo stesso ritenute più appropriate, alla verifica dell’idoneità e della conformità a legge dei sacchetti utilizzati dal consumatore”.

Su questo punto, però, Federdistribuzione fa notare che “avere questo tipo di responsabilità vuol dire mettere in atto una serie di specifiche procedure da far seguire al cliente che potrebbero allungare i tempi di attesa con un implicito peggioramento del servizio”.

Per gli ambientalisti, il parere del Consiglio di Stato però non basta. “È urgente che il ministero della Salute, così come chiediamo da quattro mesi, prenda una posizione ufficiale autorizzando la grande distribuzione a garantire ai cittadini un’alternativa riutilizzabile alle buste compostabili monouso, a partire dall’uso di retine, così come avviene già in diversi Paesi europei“, dice il presidente di Legambiente Stefano Ciafani.

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