Si rinnova anche quest’anno, venerdì 22 giugno, alle ore 18.30 l’appuntamento organizzato dall’A.T.  Pro Loco di Sava (Ta) con il Corteo Storico dello Schiavo, giunto alla XIV Edizione. E’ la rievocazione del corteo che sfilò per le vie dell’antico casale di Sava per accompagnare alla Chiesa intitolata alla Mater Domini, uno schiavo  per il battesimo, liberato da un prodigio celeste. Tale prodigio è descritto nei “Cenni storici di Sava” dello storico Padre Primaldo Coco.

Il Corteo partirà dall’antichissima Cappella dello Schiavo. L’evento, organizzato dalla Pro Loco Sava è patrocinato dal Comune di Sava, dal G.A.L. Terre del Primitivo e dal Consorzio di Tutela Primitivo di Manduria. 

Col singolare evento, la Pro Loco di Sava cerca di manifestare la propria devozione nei confronti della “Madonna di Pasano” riproponendo alla comunità una scena molto particolare, la processione che accompagnò uno schiavo turco per ricevere il Battesimo cristiano, che per grazia ricevuta direttamente dalla “ Madonna di Pasano ” ebbe la liberazione dal suo “Status Servitutis” – stato di servitù. Tale fonte bibliografica, è rintracciabile nel “Primo Registro dei Battezzati” redatto già in tempi antecedenti al 1605.

Secondo una tradizione storica il Barone di Lizzano Marcantonio De Raho, accasatosi in quel periodo presso il Casale di Sava, Capitano dei Cavalieri del dipartimento di Terra d’Otranto, avendo partecipato ad una battaglia contro i Turchi che avevano tentato di assediare il vicino Principato di Taranto, fece prigioniero un corpulento militare turco rendendolo schiavo, costretto dal Barone in persona a portare grossi possedimenti di sua proprietà dal Casale di Sava alla Contrada Pasano e viceversa. Tale pratica era già prevista dal decreto della Regia Camera Sommaria di Napoli del 1575. Secondo determinate usanze, gli schiavi che non volevano accettare lo stato di sottomissione al proprio padrone, non riconoscendo lo “Status Servitutis”, erano costretti a camminare e a lavorare legati ad un cippo di ferro vincolato ad una catena stretta alla caviglia di un piede. Stando alla tradizione orale e bibliografica del tempo, il primo sabato di marzo del 1605, alcune donne, ritornando dal consueto pellegrinaggio dall’antico “Santuario della Madonna di Pasano”, mosse d’animo nei confronti del povero schiavo, gli suggerirono di porgere alla Vergine di Pasano, delle orazioni per ricevere delle grazie. Lo schiavo, che era di credo pagano, dopo svariate cadute sul pesante cippo, rivoltosi in direzione dell’Antica “Chiesa della Vergine col Bambino” che sorgeva nei pressi dell’attuale “Santuario di Pasano”, accettò i suggerimenti delle pie donne promettendo di chiedere il battesimo cristiano ed intonò delle preghiere rivolte alla Santa Vergine che accolse la sua umile supplica.

Cappella dello Schiavo – Sava

In quel preciso istante, per intercessione della Madonna di Pasano, cadde un masso, un “Omphalos” chiamato così dai Greci perché pietra sacra caduta dal cielo, secondo alcuni da un muretto a secco posto a delimitare il limes della contrada, secondo altri direttamente dal cielo che schiantandosi proprio sulla traiettoria del cippo, ne spezzò le catene lasciandolo illeso. Questi, rimasto fedelissimo alla promessa fatta, chiese alle autorità ecclesiali dell’epoca di ottenere il Battesimo per diventare Cristiano. Dopo aver praticato il periodo di osservanza, il 12 giugno del 1605 presso l’antichissima Chiesa denominata “Mater Domini” che all’epoca fu la prima Chiesa Parrocchiale del Casale di Sava, ricevette il Battesimo. Tale avvenimento è testimoniato nel Primo Registro dei Battezzati dell’Archivio Storico Parrocchiale, custodito presso la Chiesa “Mater Domini”. Dalle attestazioni, si evince che prima della solenne funzione religiosa, si attuò una processione per le vie del centro storico del Casale di Sava, in cui vi presero parte le autorità del Casale, con a capo alcuni esponenti della nobile famiglia “Prato”, all’epoca feudatari del “Casale di Sava”, della “Contrada Pasano” e della “Contrada Agliano”. Tra questi, si annovera la presenza del nobile Barone Ottavio Prato che fu il padrino del Battezzato, dei sacerdoti della parrocchia fra i quali Don Donato del Martire che ministrò il Sacramento, inoltre furono presenti anche i confratelli della Congregazione del Santissimo Sacramento, l’unica esistente in quel periodo, tutto il corteo fu incorniciato dal popolo che assieme al battezzando, intonò canti ed orazioni in onore della Madonna di Pasano. Lo schiavo turco, avendo ricevuto la grazia richiesta, avendo abbandonato lo “status servitutis” ed essendosi convertito al Cristianesimo, col Santissimo Sacramento del Battesimo, prese il nome di Francesco. Il singolare evento prodigioso, inoltre, è testimoniato in calce in una trascrizione degli avvenimenti storici del Processo Canonico svoltosi presso la Curia di Oria l’8 marzo 1718 realizzata dal vescovo di Oria Monsignor Kalefati, custodita oggigiorno presso l’Archivio della Curia Vescovile di Oria.

A distanza di circa un secolo dall’evento prodigioso accaduto, nella  stessa ubicazione dove avvenne il “Miracolo dello Schiavo”, intorno al 1715 un nobile feudatario del Casale di Oria, un certo Giosuè Antonio Mùccioli accasatosi in quel periodo presso il Casale di Sava, anch’esso devoto alla Sacra Icona della Vergine di Pasano, mosso da infinita carità volle edificare la “Cappella dello Schiavo” a ricordo del sopracitato miracolo.

Nella cappella, presente ancora oggi nell’agglomerato urbano del Comune di Sava, all’epoca venne custodita una teca con all’interno il “miracoloso macigno – Omphalos” mentre la “catena” legante la caviglia, venne custodita nell’allora “Chiesa di Pasano” verosimilmente di matrice quattrocentesca, che andò a sostituire un antico tempio ipogeico di divinità pagane, chiesa che intorno al 1712 a sua volta, venne sostituita. Oggigiorno entrambi i reperti miracolosi, sono custoditi presso l’attuale “Santuario della Madonna di Pasano”. Il santuario, venne edificato intorno al 1712 da una piccola comunità in segno di ripopolamento dell’intero casale. Al suo interno, in corrispondenza dell’altare maggiore, presenta un “gran dossale” in pietra leccese scolpito intorno al grande lastrone tufaceo dipinto ed impreziosito da sculture e decorazioni, che fanno da cornice al dipinto bizantino della “Madonna Odegetria” (Madonna che indica la via da intraprendere) legata alla credenza popolare locale secondo cui la Madonna indicasse ai viandanti pellegrini la giusta via da percorrere, venne ribattezzata successivamente  “Madonna di Pasano”.

Masso del Prodigio

Al corteo saranno presenti figuranti che rappresentano il “Corteo Storico dello Schiavo” formato dalle famiglie nobiliari secentesche dell’epoca, il clero, i popolani e lo schiavo che per tutto il tragitto delle vie interessate del centro storico, trainerà letteralmente la fedelissima riproduzione del “Miracoloso Macigno – Omphalos” su un carretto ligneo, a simboleggiare tutte le fatiche che il povero schiavo Francesco fu costretto a subire. Momento più suggestivo dell’intero evento sarà rappresentato dall’inginocchiamento dello schiavo turco davanti all’altare della “Cappella dello Schiavo”. Da quest’anno il Corteo Storico verrà rallegrato dal “Gruppo Tamburellisti ” della Pro Loco, costituito da elementi in divisa di tutte le età, la cui preparazione musicale è stata curata da Giuseppe Fabbiano con la supervisione del Direttore d’Orchestra Alessandro Pichierri.