Sava: interviste e commenti sull’evento: “Auschwitz, una Vita all’Ombra del Camino”

“Il racconto della Shoah è senza fine, perché il male lo si può raccontare solo per approssimazione” – Arnost Lustig 

Entrando nel cuore pulsante dell’evento, denominato “Auschwitz, una Vita all’Ombra del Camino ”, organizzato dall’Ass. socioculturale T.I.R.Teatro Instabile dei Ribelli ”, che ha avuto luogo domenica 12 febbraio 2017, in onore del Mese della Memoria, presso la Sala Amphipolis del Comune di Sava, il primo cittadino l’Avv. Dario Iaia commenta:  « La messa in opera di questo evento, ci fa capire come i temi centrali, siano presenti anche oggi rimarcati nella nostra realtà. Oggigiorno abbiamo difficoltà a comprendere cosa noi possiamo fare, rispetto a questo tema. Quale sia, davvero, il nostro ruolo ». Ed ancora: «Il contributo più importante che noi possiamo dare è la trasmissione ai nostri figli, della testimonianza di ciò che è stato, per non dimenticare e soprattutto per capire nel più profondo, cosa noi possiamo fare per non commettere lo stesso errore. Presentare argomenti così delicati come questi, merita senza ombra di dubbio, un grande titolo di merito, degnamente conquistato dal T.I.R. ed un lodevole plauso va fatto anche a chi ha avuto la sensibilità di partecipare a questa serata, perché è molto importante partecipare e prendere parte a manifestazioni di questo tipo per essere portavoce di ciò che è stato».  

Estremamente emozionata è stata anche l’organizzatrice dell’evento, Sabrina Scaglioso, nonché presidentessa del’associazione medesima, la quale ha fornito un’interessantissima intervista:

Bene presidentessa, ci parli dell’evento denominato, appunto, “Noi non dimentichiamo – Auschwitz, una vita all’ombra del camino” da lei organizzato …

«Lo spettacolo teatrale, rappresentato in occasione del Mese della Memoria, “ Auschwitz, una vita all’ombra del Camino’’, ha un unico obiettivo: fare memoria di ciò che è stato. Non a caso il nostro filo conduttore è stato “Noi non dimentichiamo”. Fare memoria, di quanti non ce l’hanno fatta, di quanti hanno avuto il coraggio di parlare e di una verità storica che ogni tanto si rimette in discussione» .

Da dove è nata l’idea di realizzare il singolare progetto?

«E’ già da parecchi anni che il T.I.R. realizza questo progetto, sviluppando e approfondendo, ogni volta, temi o aspetti diversi della Shoah, poiché “Il racconto della Shoah è senza fine, perché il male lo si può raccontare solo per approssimazione”, come scriveva Arnost Lustig».

Chi o cos’è il T.I.R. ?

«Il T.I.R. è un’associazione di promozione sociale, composta da adulti e ragazzi, legati insieme dall’amore per il teatro. Lo scopo fondamentale del T.I.R. è diffondere la cultura e la conoscenza, anche di argomenti impegnati e difficili, quali la Shoah attraverso uno strumento “magico” e accattivante: il teatro».

La realizzazione del progetto teatralizzato è stato supportato da chi?

«Il progetto fondamentalmente è stato supportato dal mio gruppo, sempre pronto a cimentarsi con nuovi lavori e nuove sfide, la collaborazione è fondamentale. Ma il progetto è stato accolto benevolmente e patrocinato dall’Amministrazione Comunale, sensibile e presente, ogni qualvolta si fa cultura».

Cosa ha rappresentato per lei, la messa in opera di tale progetto culturale?

«Non nego che rappresentare un lavoro del genere susciti una grande emozione, nessuno di noi, attori, ha vissuto in prima persona questi avvenimenti, ma, attraverso le testimonianze è come rivivere il loro dolore».

E della scenografia riprodotta, cosa ci può dire?

«La scenografia, molto minimalista, ha fatto solo da cornice. Il filo spinato, i pigiama a righe e la Menorah, sono serviti a rendere più incisivi alcuni momenti dello spettacolo»

E del copione scritto da lei?

«Il copione realizzato, attraverso un lavoro di ricerca minuziosa di  testimonianze e poesie dei Campi di sterminio, spiega, in maniera esaustiva, i momenti più salienti della Deportazione, fino alla Liberazione e la grande difficoltà del ritorno a casa, la paura di non essere capiti o addirittura creduti, e il silenzio che ne è conseguito, per tanti anni.»

Mentre gli attori, nonché soci del T.I.R. si esibivano, lei cosa provava?

«Grande orgoglio e soddisfazione nel vedere con quanto impegno e amore si esibivano, trasmettendo delle emozioni, che sono arrivate anche all’animo degli spettatori. E poi che dire dei nostri ragazzi, eccezionali, è grandioso pensare che proprio loro, che sono il nostro futuro, si sono fatti portavoce di un messaggio così importante».

Innovazione di tale progetto, è stata anche una sua interpretazione come narratrice?

«Sì, questa volta ho voluto ritagliarmi uno spazio accanto ai miei compagni di viaggio, condividendo con loro momenti di pura emozione, soprattutto perché il tema affrontato è, da me, particolarmente sentito.»

Ci sono altri progetti all’orizzonte che vedrà protagonista il T.I.R. ?

«Indubbiamente ci sono altri progetti a cui stiamo lavorando, il T.I.R. è un cantiere sempre all’opera. Il prossimo lavoro ci vedrà coinvolti, durante la Settimana Santa, con una rappresentazione Sacra liberamente ispirata a Jacopone Da Todi».

Il progetto da lei curato è stato molto seguito dalla comunità savese  nonché dalla sua amministrazione, ma è stato difficile improntare un registro appropriato?

«Siamo molto soddisfatti del risultato avuto, la partecipazione e l’attenzione dello spettatore hanno dimostrato che lo spettacolo è stato d’impatto. Non ci sono state immagini forti e cruenti, è stato usato un linguaggio semplice e accessibile a tutti, ma che, nonostante tutto, ha portato ad una profonda riflessione».

Per lei la consultazione del libro “Il Silenzio dei Vivi” di Elisa Springer cosa ha rappresentato?

«Ispirarmi, liberamente all’opera “Il Silenzio dei Vivi” era qualcosa che sentivo profondamente e da tempo. Ho divorato, letteralmente, il libro, trovando in esso spunti importanti per il nostro spettacolo».

La scomparsa della scrittrice, nonché testimone vivente delle tragiche sciagure di Auschwitz, cosa le ha lasciato nel cuore?  

«Avrei voluto poter conoscere la scrittrice e ascoltare, magari “di persona” la sua esperienza. Nulla toglie che il libro mi ha trasmesso delle forti emozioni, non è facile raccontare una tragedia così grande, con tanta delicatezza, ma Elisa Springer ci è riuscita».

Con queste interessantissime interviste, la presidentessa dell’Associazione Culturale “Teatro Instabile dei Ribelli” e il Sindaco di Sava Dario Iaia, porgono il loro più cordiale saluto a tutti coloro i quali hanno preso parte all’evento in questione.

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