Sava: Dario Iaia ribadisce l’urgenza del depuratore

iaia savaIl Sindaco di Sava, avv. Dario Iaia, torna a parlare del depuratore consortile Sava – Manduria, ribadendo l’assoluta urgenza dell’inizio lavori, avendo atteso oltre trent’anni, ma soprattutto per evitare il danno ambientale che si continua a produrre scaricando abusivamente in falda. Lo fa con un comunicato che pubblichiamo integralmente:

Ancora una volta, un tribunale sancisce la legittimità dell’iter che ha portato alla approvazione della valutazione di impatto ambientale per la realizzazione del depuratore consortile Sava – Manduria. Infatti, il Tar di Bari, con la sentenza n. 644 del 19 maggio, ha confermato, laddove ce ne fosse ancora bisogno, “la scelta localizzativa e topologica dell’impianto” ed ha riconosciuto “la prevalenza degli interessi connessi alla realizzazione del depuratore rispetto alle criticità denunciate”, evidenziando l’assenza di impatti significativi a carico dell’habitat prioritario, anche grazie ad un “accurato monitoraggio marino sulla eventuale variazione dello stato della prateria di Posidonia, onde assicurare i necessari tempestivi interventi”.

Purtroppo, riteniamo che anche questa sentenza, come le altre, servirà a poco, in quanto, dopo gli annunci ed i proclami della prima ora, le rivendicazione di successo e l’entusiasmo, conseguenti alla scoperta da parte dell’Acquedotto Pugliese della soluzione alternativa alla condotta sottomarina, ci ritroviamo, come nel gioco dell’oca , al punto di partenza.

Risulterebbe, infatti, che questo progetto alternativo sia stato rimesso, per le autorizzazioni del caso, al Ministero dell’Ambiente. Ma da Roma non perviene, a distanza di mesi, alcuna risposta.

Ed anche a livello mediatico, non si parla più di depuratore, non si battaglia più sulla condotta sottomarina, sulle praterie di poseidonia e quant’altro. Il problema si ritiene risolto, evidentemente, per chi ne aveva fatto simulacro politico, nel senso che vinta la battaglia del “ No scarico a mare”, il fatto che il depuratore venga realizzato o meno non ha più importanza .

Avevamo chiesto che i lavori prendessero il via almeno per la sola parte relativa al depuratore, ma non siamo stati accontentati neanche in questo. E così, come avviene spesso in Italia, la polvere è stata nascosta sotto il tappeto, con l’illusione che il problema sia stato risolto. Ma, non è così perché il depuratore di Manduria continua a scaricare in falda ed ad essere fuori norma, così come gli abitati di Sava, di parte di Manduria e delle marine continuano a non avere alcun sistema di depurazione delle acque nere e persiste il problema degli scarichi abusivi dei bottini nelle nostre belle campagne.

Ed allora, credo, che a questo punto ci si debba porre qualche domanda: stiamo andando nella giusta direzione o stiamo perdendo ulteriore tempo prezioso in danno dell’ambiente? Chi risponderà di questi ritardi, di questi danni ambientali, delle procedure di infrazione europea, di un eventuale contenzioso con l’azienda vincitrice dell’appalto?

Forse chi ha responsabilità di governo, a livello regionale, queste domande se le dovrebbe fare. Noi non abbiamo risposte certe, ma non possiamo ancora sopportare che si continui a fare demagogia e populismo sulla pelle della gente, raccontando un “mare” di falsità. Noi pretendiamo che il depuratore si realizzi, in tempi rapidi, avendo atteso oltre trent’anni. Chiediamo con forza che chi ha il compito di rappresentare questo territorio, a livello regionale, si dia da fare per risolvere il problema, perché il tempo è scaduto e non credo che i nostri cittadini possano attendere ulteriormente .

Lascia un commento