Puglia: 260 assunzioni, Morgante contesta i criteri fissati e i punteggi

Il consigliere regionale di Alternativa Popolare Luigi Morgante ha presentato questa mattina un’interrogazione urgente agli assessori al Welfare Salvatore Negro, al Lavoro Sebastiano Leo e al presidente Michele Emiliano, inerente i criteri fissati e i punteggi assegnati nell’Avviso pubblico per l’assunzione di personale da impiegare presso gli uffici degli Ambiti Territoriali Sociali dedicati alla gestione delle Misure SIA e ReD, e contestandone il peso attribuito alla richiesta, pregressa esperienza lavorativa presso una pubblica amministrazione.

“Nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 100 del 24 agosto scorso è stata pubblicata la determina del Dirigente Sezione Inclusione Sociale Attiva e Innovazione delle Reti Sociali n. 544 del 21 agosto 2017, in esecuzione di quanto disposto dalla Delibera di Giunta Regionale n. 52 del 31 gennaio 2017, ed è stato pubblicizzato l’Avviso pubblico per la relativa selezione di risorse umane” ricorda in premessa Morgante. “L’Avviso pubblico, per titoli e colloquio, è mirato infatti all’assunzione di 31 unità di personale Cat. C, posizione economica C1, e di 229 unità di personale cat. D, posizione economica D1, con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato per 24 mensilità, da impiegare presso gli uffici degli Ambiti Territoriali Sociali dedicati alla gestione delle Misure SIA-Sostegno Inclusione Attiva e ReD-Reddito di Dignità” spiega. “Le figure professionali espressamente richieste sono Assistenti Sociali, Educatori, Tecnici per l’inserimento socio lavorativo e figure amministrative. Tra i titoli indicati, varie tipologie di diploma di scuola media superiore e laurea, eventuali specializzazioni e masters, e, espressamente indicata dal comma 1 dell’art. 2 inerente i requisiti specifici di ammissione, l’esperienza (sotto forma di lavoro subordinato e/o lavoro flessibile presso Pubbliche Amministrazioni regionali e/o locali, o prestato alle dipendenze di soggetti erogatori di servizi esternalizzati o di agenzie interinali per conto di Pubbliche Amministrazioni regionali e/o locali) e/o formazione specifica – che sarà oggetto di valutazione – nelle specifiche aree tematiche coerenti con le attività oggetto dell’avviso’. Mentre il titolo di studio comporta l’attribuzione da 1 a 10 punti nel punteggio assegnato dopo la valutazione dei titoli (35 quello massimo, 18 quello minimo previsto per poter accedere al colloquio decisivo)” continua Morgante, “le esperienze professionali acquisite attraverso lavoro subordinato e/o flessibile presso Pubbliche Amministrazioni comportano l’attribuzione di punteggi che possono essere al massimo di 21 punti per i diplomati e 15 per i laureati, e si rivelano quindi fondamentali nella selezione in atto: ma sono numerosi i pugliesi in possesso del diploma di laurea espressamente richiesto dall’avviso pubblico, e anche di ulteriori specializzazioni post-universitarie, così come i diplomati alle scuole superiori che hanno conseguito ulteriori specializzazioni, impossibilitati a partecipare proprio in mancanza di precedente esperienza professionale acquisita a vario titolo presso una Pubblica Amministrazione” sostiene il consigliere di AP. “La selezione finale avviene comunque attraverso un colloquio, nel quale è possibile valutare la preparazione, la formazione e le potenzialità dei candidati, indipendentemente dall’esperienza; e un’opportunità così importante e densa di contenuti, per i candidati ma anche e soprattutto per la platea interessata, dovrebbe essere allora garantita anche a chi non ha avuto la possibilità di lavorare a vario titolo per la Pubblica Amministrazione, nonostante anni di studio, ingenti spese sostenute e l’impossibilità di mostrare le proprie qualità e le conoscenze acquisite”. Alla luce di queste considerazioni, per lui “l’Avviso pubblico poteva e doveva essere riservato anche a coloro che non possono vantare esperienze lavorative pregresse presso la Pubblica Amministrazione, ma sono in possesso dei titoli richiesti, già selettivi di per sé, ed i criteri di selezione e i punteggi attribuiti favoriscono proprio chi può vantare un’esperienza precedente, e alimentano dubbi e perplessità, alla luce della significativa opportunità offerta”. Da qui l’interrogazione per fare chiarezza sui criteri adoperati e sapere se l’esecutivo intenda magari rivedere “i criteri fissati dall’Avviso Pubblico, allargandolo anche ai laureati e diplomati non in possesso di esperienze pregresse presso la Pubblica Amministrazione; e rivedere anche i criteri e i punteggi legati alla valutazione dei titoli, per garantire il possibile accesso per merito alla Pubblica Amministrazione anche a chi finora non ne ha avuto l’opportunità, e continua a essere tagliato fuori in modo discutibile e a mio parere ingiustamente discriminatorio” la sua conclusione.

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