Sulle spiagge libere italiane, spesso è abitudine lasciare il proprio ombrellone incustodito allo scopo di accaparrarsi un posto in prima fila sulla battigia.  Tale abitudine, così come spiega lo studio Cataldi, potrebbe ritorcersi contro i bagnanti in quanto tale atteggiamento è riconducibile al reato di “Abusiva occupazione di spazio demaniale” previsto dall’art. 1161 del Codice della navigazione, il quale sanziona chiunque arbitrariamente occupa uno spazio del demanio marittimo o aeronautico o delle zone portuali della navigazione interna, ne impedisce l’uso pubblico o vi fa innovazioni non autorizzate, ovvero non osserva i vincoli cui è assoggettata la proprietà privata nelle zone prossime al demanio marittimo od agli aeroporti.

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Chi lascia l’ombrellone in spiaggia impedisce di fatto ad altri bagnanti di usare quel tratto di spiaggia. La punizione per il trasgressore è l’arresto fino a sei mesi o l’ammenda fino a euro 516,00, sempre che il fatto non costituisca un più grave reato.

Alcuni Comuni si sono attivati adottando provvedimenti per assicurare che il divieto venga rispettato, facendo piena applicazione della norma. Provvedimenti che prevedono sanzioni per tutti coloro che non rispettano il decoro urbano, piantando il proprio ombrellone in spiaggia e lasciandolo incustodito talvolta per molti giorni. Le ordinanze comunali prevedono, oltre alle sanzioni, anche la rimozione coattiva e senza formalità degli oggetti lasciati incustoditi sull’arenile o in zone limitrofe.