Sabato, 28 Luglio 2018, dalle ore 19.30 alle ore 21.00, presso il Monastero del 3° Millennio – Convento dei Cappuccini, Via Reali di Bulgaria – Mesagne, si terrà la conferenza del Prof. Franco Chiarelli sull’obesità nei bambini.

In Italia, tre bambini su 10 sono in sovrappeso ed uno su 10 è obeso. Pur con una maggiore prevalenza nel centro e nel Mezzogiorno, l’obesità infantile è un fenomeno che dilaga già da tempo, con un’amara realtà: circa il 50% degli adolescenti obesi rischia di esserlo anche da adulto.

Sempre più bambini e adolescenti soffrono di patologie che derivano dall’obesità e che, fino a non molto tempo fa, erano sconosciute nell’infanzia, quali ipertensione, dislipidemia e diabete di tipo 2.

Un bambino obeso su 20 ha la glicemia alta (ha uno status definito di pre-diabete), cioè ha un’alterazione del metabolismo del glucosio che però può ancora regredire.

Oltre il 30% dei bambini obesi hanno trigliceridi e colesterolo elevati rispetto alla normalità, condizione che li espone a rischi di sindrome metabolica e alla comparsa di arteriosclerosi.

Più del 30% dei bambini obesi ha del tessuto grasso accumulato nel fegato, chiara condizione di iniziale danno epatico che però può progredire e peggiorare nel tempo.

Fra i bambini obesi, più del 10% ha valori di pressione arteriosa superiori alla norma.

Questi rischi possono essere contrastati in modo efficace, controllando il peso, praticando i corretti stili di vita e adottando una dieta equilibrata fin dai primi mesi di vita e poi man mano negli anni.

Nella strategia complessiva, il ruolo di pediatri e famiglie è di grande importanza, anzi è essenziale.

Per correggere l’eccesso ponderale bisogna riconoscere con tempestività sia il sovrappeso, condizione reversibile con maggior facilità, che l’obesità franca, condizione ben più impegnativa e resistente al trattamento. Indici di riferimento sono: a) rapporto peso lunghezza nei primi due anni; b) BMI, cioè l’indice di massa corporea, nelle età successive.

Per entrambi gli indici, rifarsi alle Tabelle ad hoc dell’OMS (Organizzazione Mondiale Sanità).

Recentemente, si è documentata l’estrema sensibilità dell’organismo – nelle prime età – ai fattori che modulano l’espressione genica a lungo termine (epigenetica).

Si è così evidenziata l’assoluta importanza dell’azione preventiva – sin dalla nascita – per ridurre il rischio della comparsa di tutte le malattie croniche non trasmissibili, prima tra tutte l’obesità.

La ricerca di alterazioni metaboliche, la misurazione della pressione arteriosa e l’esame ultrasonico del fegato devono esser fatti nei bambini obesi di età superiore ai 6 anni ed in tutti gli adolescenti obesi. È utile riconoscere gli eventuali stati anormali e correggerli prima che diventino patologia conclamata.

Fare attività fisica nei bambini non significa per forza esser coinvolti in attività sportive strutturate, ma avere una vita dinamica: camminare a piedi, andare sul triciclo o in bicicletta, giocare, correre, fare le scale ecc. Il movimento non è solo sport, è anche gioco, passeggiate all’aria aperta, cioè cose “banali” che dovrebbero far parte delle abitudini quotidiane di bambini e adolescenti di tutte le età.

La SIP (Società Italiana di Pediatria) ha promosso la piramide dell’attività fisica e motoria, alla cui base sono indicate le attività da svolgere quotidianamente. Man mano che si sale verso i gradini più alti della piramide si incontrano le attività da svolgere con minore frequenza, magari quelle sportive.

I primi 1000 giorni di vita (di fatto, la gravidanza e primi due anni) sono cruciali per la salute futura: la scienza ha infatti dimostrato che ciò che accade in tale periodo può influenzare la predisposizione a varie malattie nel corso degli anni futuri.

Allattare al seno, svezzare secondo le raccomandazioni nazionali, non aggiungere sale o zuccheri agli alimenti, sono solo alcune tra le regole principali da adottare nei primi due anni di vita dei bambini, al fine di prevenire sovrappeso e obesità e quindi l’insorgere di patologie in età adulta.

Dopo i saluti del Prof. Alessandro Distante, Direttore Scientifico dell’ISBEM di Mesagne, a parlare di obesità pediatrica sarà il Prof. Franco Chiarelli, che con i suoi studi, la sua lungimiranza e la sua capacità organizzativa contribuisce ai successo della pediatria nel mondo e alla formazione di clinici ricercatori.

Nativo di Torre Santa Susanna, Francesco Chiarelli è Professore Ordinario di Pediatria e Direttore della Cattedra di Pediatria dell’Università di Chieti. E’ Direttore del Laboratorio di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica presso il Campus Universitario di Chieti. E’ Membro del Senato Accademico dell’Università di Chieti.

L’attività di ricerca di maggior interesse è rivolta alla biologia molecolare e cellulare della microangiopatia diabetica; alla insulino-resistenza nei bambini; all’accrescimento ed ai fattori di crescita nei bambini; alla individuazione precoce della microangiopatia diabetica; alla obesità e diabete di tipo 2 nei bambini.

Il Professor Chiarelli ha pubblicato oltre 1800 articoli scientifici, anche in Riviste prestigiose. E’ Consulente della Commissione Europea e dell’OMS per le malattie non comunicabili (NCD). Ha ricevuto numerosi grant di ricerca internazionali. E’ spesso invitato come Relatore in Europa, Stati Uniti, Giappone, Australia e Sud America.