Mercato immobiliare in ripresa in Salento

Torna a crescere il mercato immobiliare salentino. Dopo una fase buia, i segnali di ripresa sembrano rafforzarsi e segnare un cambio di rotta significativo. Le compravendite residenziali, infatti, in provincia di Lecce, rivedono il segno più. Una buona notizia anche per il comparto edile che, ancora una volta, trova in portali come Giffi Market validi alleati per accrescere competitività e convenienza, acquistando on line le ultime tecnologie, come un martello demolitore per miniescavatori, a prezzi vantaggiosi.

Compravendite in aumento in provincia di Lecce

Il numero delle compravendite che interessano immobili residenziali torna a crescere in Salento. Di poco, ma quanto basta per segnare finalmente un percorso nuovo da costruire nei prossimi mesi. Nel 2017, infatti, in provincia di Lecce, sono state acquistate 5.870 unità abitative: 27 transazioni in più rispetto all’anno precedente, per un incremento dello 0,5 per cento. E’ il terzo anno di seguito, tra l’altro che il dato si caratterizza per il segno positivo. E’ quanto emerge dal recente studio dell’Osservatorio economico di Davide Stasi. Analisi che si sofferma sullo studio delle compravendite, suddivise per Comune e per dimensione. La prima differenza territoriale che emerge è relativa proprio al numero di compravendite, quelle registrate nella città capoluogo di provincia sono 1.104le altre 4.766 interessano il resto della provincia. “Continua la ripresa del mercato immobiliare – dice Davide Stasi -. Per il terzo anno consecutivo sono aumentante le compravendite. Si tratta di segnali incoraggianti che danno una boccata d’ossigeno ad un comparto, quello immobiliare, in forte difficoltà. Almeno tre sono stati i fattori che, negli anni passati, hanno frenato il ritmo delle compravendite”.

I freni al settore

Stasi spiega che a frenare la ripresa dell’immobiliare sono stati: “Innanzitutto, la stretta del credito (in inglese ‘credit crunch’), che, invece, avrebbe dovuto fornire la liquidità necessaria per gli investimenti immobiliari, in particolare per i mutui relativi all’abitazione principale. In secondo luogo, il peso crescente della burocrazia, che ha di fatto rallentato le operazioni di acquisto dei fabbricati, con un corposo elenco di documenti da produrre da parte del venditore ed anche da parte del compratore (per ottenere il mutuo ipotecario). Come terzo fattore c’è la pressione fiscale e tributaria, che con l’incertezza dei regimi e dei relativi oneri, ha scoraggiato i compratori ed anche gli investitori”. “La crisi – aggiunge Stasi – è cominciata nel biennio 2008-2009, ma il vero crollo si registra dal 2012, con l’introduzione dell’Imposta municipale propria (Imu) che, in pratica, ha fatto contrarre sia le compravendite sia i prezzi, mentre ha raddoppiato, anzi triplicato il carico fiscale. Il valore del patrimonio immobiliare è così tornato ai livelli di circa vent’anni fa. Nel corso degli ultimi due anni, però, sono emersi segnali incoraggianti che fanno ben sperare in una costante ripresa del mercato immobiliare. All’aumento delle compravendite, si affiancano altri indicatori come la frenata del calo dei prezzi, la diminuzione dei tempi di vendita e la stabilizzazione degli sconti in fase di trattativa. Si conferma in questa direzione cruciale per il consolidamento della ripresa il ruolo del credito, per il quale è vietato abbassare la guardia nonostante i tassi ai minimi e la crescita delle stipule. In assenza di una situazione reddituale o patrimoniale affidabile non è facile superare il vaglio degli uffici creditizi. Non deve ingannare il boom delle erogazioni, la cui dinamica di crescita risulta favorita dalle surroghe, ossia dalla possibilità di cambiare le condizioni (tasso e durata) di un mutuo già acceso”.

Dove si compra casa a Lecce

Il report dell’Osservatorio guarda con attenzione alle singole compravendite, per tracciare nel dettaglio un quadro preciso di dove si acquista. Emerge che, nel corso del 2017, a Lecce, nel centro storico, compreso tra piazza Sant’Oronzo, Duomo e zone limitrofe, gli immobili interessati da compravendita sono stati (il 10 per cento del totale in città). Nella zona considerata semi-centrale del capoluogo di provincia, invece, si è concentrata più della metà delle compravendite: 569 su 1.104 (il 51,5 per cento). Sono stati 299 gli atti sottoscritti in periferia, pari al 27,1 per cento del totale. Infine, nella zona considerata sub-urbana le compravendite sono state 51, pari al 4,6 per cento.

Cosa si acquista nel capoluogo di provincia

Nella maggior parte dei casi, a Lecce si sono acquistate case medio-piccole. Sono state 309 quelle appartenenti a questa tipologia, il 28 per cento degli scambi commerciali. Seguono le piccole abitazioni, sono state 256, il 23,2 per cento del totale. Gli immobili di grandi dimensioni, invece, sono stato 237, il 22,7 per cento. Seguiti da 237 fabbricati, il 21,5 per cento delle compravendite. Chiudono i monolocali: 51 in tutto, il 4,6 per cento del totale delle transazioni.

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