Dopo la pubblicazione da parte della stampa della relazione del  Ministero dell’Interno inviata al Presidente della Repubblica dalla quale ne è scaturito lo scioglimento del Consiglio Comunale di Manduria per infiltrazioni della criminalità organizzata, l’ex Sindaco Dott. Roberto Massafra invia un comunicato stampa per chiarire la sua posizione.

Di seguito il comunicato integrale

Apprendo da notizie di stampa che la relazione governativa che è alla base del provvedimento di scioglimento del Consiglio Comunale contiene un riferimento a non meglio specificate “fonti tecniche di prova” da cui risulterebbe una mia “richiesta all’amministratore di una società aggiudicataria di un appalto di lavori l’assunzione di un noto pregiudicato esponente della locale compagine mafiosa”.

Tale fonte di prova, sempre  in base a notizie di stampa, sarebbe un’intercettazione che ha riguardato un soggetto indagato (in ipotesi anche un millantatore), senza alcun ulteriore riscontro.

Smentisco nella maniera più assoluta di aver fatto tale richiesta di assunzione, e prendo atto che il mio nome è stato dato in pasto alla pubblica opinione ed infangato senza che anni di indagini della magistratura ordinaria e delle forze dell’ordine, culminati con i noti provvedimenti restrittivi di un anno fa, abbiano evidenziato un benché minimo indizio che facesse ipotizzare un mio coinvolgimento. Soprattutto, non è degno di un paese che si dice democratico che un ministro ed un prefetto consentano che un ex sindaco, nonché professionista e uomo integerrimo, venga a conoscenza attraverso la stampa di una vicenda che ne mina l’onorabilità e di cui non era stato in alcun modo informato.

Il dato certo è che Ad un anno di distanza dagli arresti di alcuni ex amministratori Non sono stato raggiunto da alcun avviso di garanzia, non sono stato mai interrogato neanche come persona informata dei fatti e dai verbali dell’autorità giudiziaria risulta in maniera chiara ed inequivocabile che il sottoscritto, sin dal suo insediamento, non era “permeabile” ad alcun tentativo di infiltrazione e/o condizionamento da parte della “locale organizzazione criminale”, i cui esponenti non conosco neanche di vista.

Faccio presente, in particolare  a S.E. il Prefetto di Taranto, dott. Giovanni Cafagna, che il sottoscritto ed altri amministratori risultano essere parte offesa in altro procedimento giudiziario per aver subito minacce da parte di pregiudicati per essersi rifiutati di sostenere il loro diritto ad essere impiegati come stagionali nell’impresa di raccolta dei rifiuti. Ricordo ancora che la Amministrazione che  sono stato onorato di guidare è stata la prima ed unica a chiedere che la suddetta Azienda che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti urbani adottasse criteri di selezione oggettivi per la assunzione di nuovo personale, abbandonando la vecchia pratica dell’assunzione diretta.

Nonostante le innumerevoli richieste di aiuto che riceve ogni giorno il sindaco di una Città come Manduria, con migliaia di disoccupati, non ho mai esercitato alcun tipo di pressione per favorire l’assunzioni di chicchessia, a nessun livello.

Ciò premesso, mi corre l’obbligo di esprimere grande perplessità sull’impianto complessivo della relazione governativa, che, tranne che per quel che riguarda la mia persona, non introduce elementi di novità rispetto a quanto emerso dall’indagine giudiziaria. Ne viene fornita, piuttosto, una versione condensata e, proprio per questo, molto imprecisa ed anche, mi si consenta, ingenerosa nei confronti della stragrande maggioranza di noi Amministratori onesti, che siamo vittima, al pari dell’intera cittadinanza, di questo presunto condizionamento mafioso. Tanto per fare qualche esempio, si fa riferimento alla Fiera Pessima 2013, senza specificare che tale evento fu gestito dal Commissario Straordinario, dott. Lombardo e non dall’Amministrazione; inoltre si parla di affidamento diretto delle successive edizioni, quando invece sono state svolte due gare, una per le edizioni 2014-2015 e l’atra per quella 2016-2017, nella cui aggiudicazione la parte politica, a cominciare dal sottoscritto, non ha avuto alcun ruolo, come è giusto che sia. Altrettanto dicasi per quanto riguarda la vicenda del locale con annesso dehors, che non spetta alla politica autorizzare, e sul quale esistono più di una richiesta da parte dell’assessore alle attività produttive ai tecnici comunali e ai vigili urbani affinché procedessero ai dovuti controlli. Così come nella vicenda delle Case Popolari, la cui graduatoria è a totale appannaggio di una commissione tecnica in cui la politica non è rappresentata ed il cui operato è stato vagliato, su nostra richiesta, dalla Guardia di Finanza, che ha rivisto tutte le posizioni prima che venisse stilata la graduatoria definitiva, peraltro dopo che le posizioni più problematiche erano state sottoposte anche alla valutazione dell’ex IACP, proprio per  garantire la piena legittimità della procedura. Se vi fosse stato l’intento di favorire qualcuno sarebbe stato molto più semplice per la politica non richiedere l’intervento della Finanza!

Infine non posso non segnalare, a proposito della vicenda che vede coinvolto l’ex presidente del consiglio comunale, che è stato proprio il sottoscritto, in tempi non sospetti, a richiedere ed ottenere le sue dimissioni, mentre lo stesso veniva strenuamente difeso dalle forze di opposizione e da quegli organi di stampa che ora si ergono a moralizzatori e che da sempre si distinguono per la doppia morale con cui commentano le vicende politiche della Città.

Alla luce di queste sommarie considerazioni, a mio avviso, il provvedimento di scioglimento parrebbe non sufficientemente motivato ed ingiustificatamente lesivo della onorabilità mia personale e della stragrande maggioranza degli Amministratori della Città. Non possiamo non chiederci come mai per Roma, la Capitale d’Italia, i cui palazzi di governo sono stati sconvolti da un’inchiesta a tutti nota come “Mafia Capitale”, non sia stata neanche disposta la procedura di accesso antimafia, mentre per tanti altri comuni, come Manduria, in cui gli elementi di “infiltrazione mafiosa” sono del tutto marginali, si sia arrivati allo scioglimento.

Come ho preannunciato da anni, in caso di elezioni nel 2018 non mi sarei comunque più ricandidato. Ho affrontato con abnegazione e spirito di servizio l’esperienza amministrativa, che ho liberamente scelto di fare, e, pur in un clima conflittuale e di instabilità politica, ritengo di aver ottenuto alcuni buoni risultati che, sono certo,  quando e se usciremo da questa triste fase, verranno apprezzati come meritano. I Manduriani possono stare sereni, gli Amministratori che essi hanno democraticamente eletto nel 2013 sono per la stragrande maggioranza persone per bene, e ancora di più lo sono coloro che sono rimasti con me sino alla fine.

Ma ormai il clima politico in questa Città è avvelenato da anni di invidia e di rancore, di cui i cinque, ora sei, commissariamenti consecutivi sono la naturale conseguenza. Siamo arrivati all’assurdo di organi di stampa e anche di forze politiche che hanno auspicato lo scioglimento e l’ulteriore commissariamento, perché impreparati ad affrontare nuove elezioni.

Per quel che mi riguarda, farò tutto ciò che è nelle mie possibilità per tutelare la mia immagine personale, ma non avendo più interesse diretto alla vita politica della Città, non posso e non voglio essere il solo a difendere l’onorabilità della classe politica e dell’intera Città.  Sarebbe opportuno che i cittadini tutti, gli Amministratori passati e coloro che aspirano a diventarlo, per una volta insieme, presentassero ricorso avverso il decreto di scioglimento del Consiglio Comunale per infiltrazione mafiosa, in modo da ridare al popolo, nel più breve tempo possibile, la possibilità di eleggere un nuovo sindaco ed un nuovo consiglio comunale.