Manduria, Roberto Massafra: “se c’è stata infiltrazione criminale, i responsabili andrebbero cacciati per sempre con infamia dalla vita pubblica della Città”

Il Sindaco, Roberto Massafra, in questo momento ormai ex Sindaco dopo che  tredici consiglieri comunali ieri mattina hanno consegnato le loro dimissioni ufficiali facendo di fatto cadere l’amministrazione, in vista del Consiglio comunale, fissato per il 19 di settembre, scrive una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio e ai Consiglieri Comunali per comunicare, prima di tutto, che non sarebbe stato presente in Consiglio “per consentire a Voi tutti – scrive Massafra – di esprimerVi senza essere condizionati da alcun imbarazzo, che sarebbe inevitabile dovendosi guardare negli occhi. Ma anche, e soprattutto, perché ritengo la mozione stessa, per quanto legittima, un atto finalizzato unicamente ad attizzare il fuoco di polemiche rancorose e strumentali di cui la Città non ha alcun bisogno e che personalmente non sopporto più”.

“Nel 2018 non mi ricandiderò, – continua – ma non per questo rinuncerò per mia volontà a portare a termine il mandato. A maggior ragione alla luce degli eventi che hanno portato alla nomina della Commissione che indaga su ipotetiche infiltrazioni da parte della criminalità organizzata nell’attività gestionale del nostro Comune”.

Roberto Massafra è certo che “nessun atto amministrativo” da lui “sottoscritto sia stato in benché minima misura influenzato da ingerenze illecite”. Ed è proprio per questo motivo che auspica “che sia fatta piena luce sull’operato di tutti coloro che, a vario titolo, hanno o hanno avuto un ruolo nella pubblica amministrazione anche prima del” suo “insediamento. L’ipotesi ventilata da alcuni organi di informazione locale – ribadisce Massafra – e apparentemente suffragata dalla presentazione, in questo momento, di una mozione di sfiducia al sindaco, che un’eventuale scioglimento anticipato del Consiglio Comunale possa essere interpretato benevolmente dalla Commissione di accesso antimafia e trasformarsi in “assoluzione tecnica” mi appare aberrante ed inquietante insieme. Aberrante perché vorrebbe significare che pur di mandare a casa il sindaco si accetta di buon grado la possibilità che eventuali politici in odore di mafia si possano tranquillamente ricandidare già nel 2018 e magari essere rieletti. Inquietante perchè sarebbe un riconoscimento implicito che qualcuno potrebbe aver paura dell’esito dell’indagine e per tale ragione sarebbe indotto a tentarle tutte pur di scongiurarla, compresa la firma su una mozione di sfiducia al sindaco. Questi malcelati “desiderata” di chi si sentisse il terreno bruciare sotto i piedi sarebbero patetici e destinati a rimanere, com’è fin troppo ovvio, inascoltati. Viceversa è auspicabile che la commissione porti a termine celermente il suo lavoro e, come mi auguro di tutto cuore, dimostri che non vi siano stati tentativi di infiltrazione criminale; ma se questi tentativi ci fossero stati e, soprattutto, se avessero prodotto un benché minimo effetto, allora coloro che se ne fossero resi responsabili andrebbero cacciati immediatamente e per sempre con infamia dalla vita pubblica della Città, altro che tecnicamente assolti”.

La lettera affronta poi la questione più prettamente politica ricordando a tutti che non è stato lui a volere “lo stravolgimento della originaria maggioranza, quella, per intenderci, scelta dagli elettori. Io non ho cacciato né blandito nessuno; ho cercato, questo sì, di invertire una tendenza, direi una prassi, se non una vera e propria  maledizione per effetto della quale nessun sindaco dal 1998 in poi è riuscito a portare a termine il mandato. Non per orgoglio fine a sé stesso, né per ripicca o per attaccamento alla poltrona, né tantomeno per qualsiasi forma di interesse personale: se ho ostinatamente resistito è perché ho potuto verificare i danni che la instabilità politica ha prodotto alla nostra comunità“.

Passa poi a farne alcuni esempi:  tra cui un debito di 3 milioni e mezzo di € con IGECO, per effetto del quale siamo costretti a pagare 700.000,00 € all’anno sino al 2018. Nel lontano 2009 tale debito ammontava alla metà, ma accadde che l’Amministrazione Massaro cadde alcuni giorni prima di prendere atto di tale sentenza. Dopo alcuni mesi di inerzia commissariale, la nuova compagine guidata dal Sindaco Tommasino provò a concordare le modalità per estinguere il debito ma non ci riuscì in quanto anche quella Amministrazione cadde dopo solo due anni dall’insediamento. Poi un anno di Commissario Lombardo in cui a tutto si è pensato tranne che a pagare i debiti, anche e soprattutto da parte dei dirigenti dell’epoca che conoscevano bene il problema. E così si arriva al 2013 e arriviamo noi, e ci troviamo sulle spalle un macigno di 3 milioni e mezzo di euro, di cui 500.000 di interessi maturati dal 2009 in poi, che dobbiamo pagare senza indugio, ottenendo solo e per fortuna una rateazione quinquennale che evita il dissesto finanziario”.

Un secondo esempio che riporta è “l‘esproprio Ferretti: la storia ha inizio intorno alla metà degli anni ’90 del secolo scorso e si trascina per oltre vent’anni di processo in processo senza che nessuna Amministrazione (e sono ben otto, di cui quattro politiche e quattro commissariali) accantonasse la somma almeno presunta con cui pagare l’esproprio. Tale incomprensibile inerzia indispone i Ferretti, che arrivano a richiedere un indennizzo di 4 milioni di €, che, se riconosciuto, getterebbe definitivamente sul lastrico le casse comunali. Circa un anno fa viene nominato un commissario ad acta che fissa in 850.000 € la cifra da versare per quell’esproprio; i Ferretti non accettano, ma intanto provvediamo ad accantonare la cifra in bilancio, mettendo ancora una volta al sicuro i conti pubblici, a scapito però degli investimenti per la Città”.

“In poche parole – afferma Massafra – ci è toccato il lavoro sporco, che non produce tanti “mi piace”, ma chi verrà dopo di noi troverà un Comune finanziariamente più sano, con conti non truccati, anche se con margini di manovra ristretti”.

Continua a parlare dei danni causati dalla instabilità “dei decenni precedenti che ha prodotto anche mancanza di programmazione, incapacità ad accedere ai finanziamenti e, ancora più grave, ha impedito di portare a compimento le opere già finanziate. Questo scorcio finale del 2017 ed i primi mesi del 2018 saranno di importanza cruciale: sono appena stati pubblicati o stanno per esserlo i bandi attraverso i quali verranno distribuiti dall’Unione Europea centinaia di miliardi di euro”.

L’iter progettuale con relativa partecipazione ai bandi dovrà concludersi nelle prossime settimane o mesi, per lasciare alla prossima Amministrazione l’onere e l’onore di realizzarle; Si parla, ad esempio, del bando di rigenerazione urbana e costiera, per circa 4.500.000,00 di €, in partenariato col Comune di Maruggio; la messa in sicurezza e riqualificazione per tutti gli edifici scolastici di Manduria, per alcuni milioni di euro; il progetto ELENA per efficientamento energetico degli edifici pubblici e pubblica illuminazione, circa 7.000.000,00 di € in partenariato con comune di Campi Salentina e altri; la ristrutturazione e recupero del Palazzo Comunale ex Convento degli Scolopi, circa 5.000.000,00 di € (finanziamento statale); la realizzazione di rete idrica, fognaria, illuminazione pubblica, strade e gas per un totale di oltre 1.000.000 di €, lavori che sono già in corso di realizzazione o che partiranno entro l’autunno; l’apertura della sede museale delle Servite, da effettuarsi entro il mese di ottobre 2017, pena perdita e restituzione del finanziamento di circa 1.000.000,00 di €”.

Conclude la lettera dicendo che devono vergognarsi coloro che hanno paura della verità e, consapevoli del loro insuccesso, ancora una volta non sanno fare di meglio che abbandonare la nave, sperando di aggrapparsi alla prima scialuppa di passaggio e saltare sulla prossima giostra, che li vedrà tutti presenti, tranne il sottoscritto”.

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