Manduria, Paride Toma: “Senza dehors la città muore”

Sta facendo molto discutere l’ordinanza di rimozione dei dehors di alcuni bar del centro di Manduria. Nell’ordinanza si legge che le opere “non risultano autorizzate dal punto di vista urbanistico–amministrativo e pertanto sono da considerarsi totalmente abusive” e vanno rimosse. Il provvedimento è partito dalla Soprintendenza che vorrebbe ci fossero solo i tavolini e le sedie senza altre strutture.

Tanti i commenti anche su Facebook. Un turista scrive sotto il nostro articolo: “Ma per favore, ma non volete più che veniamo a fare le ferie a Manduria? Sono anni che vengo ma non volete migliorare. E’ bellissimo, tutte le sere vado con altre persone a mangiare il gelato e che fate? Volete rovinare anche questo? Ma fate un piacere guardate le strade piene di buche e non attaccatevi alle cose senza senso”.

Ed anche l’ex assessore alle attività produttive, dott. Paride Toma, lascia il suo pensiero su Facebook e scrive che “senza dehors la città muore” e continua dicendo:

“Non è interesse in questa sede occuparsi di chi abbia approvato il provvedimento e per quali motivazioni, ne di quanto effettivamente danneggi le attività commerciali, come è ovvio, dato che gran parte del fatturato è dato dai tavoli tenuti all’esterno di bar e locali. E’ interesse in questa sede comprendere il punto di vista dei clienti, i quali non è detto che si sentano meno danneggiati dei proprietari, sebbene per motivi differenti. I locali disponibili in centro adibiti alle attività commerciali sono tutti di piccole dimensioni e i dehors danno la possibilità ad esse di aumentare la “portata” dei loro clienti e di conseguenza anche la loro durata di permanenza, perchè il posto è sempre disponibile per tutti, senza il timore di liberare il tavolo per il cliente successivo.

Per il cittadino meridionale medio il caffè non è solo una bevanda energetica da assimilare per affrontare con più carica la giornata, ma un modo per prendere una pausa e fare una chiacchierata con un amico o un collega, un modo per trascorrere serenamente il proprio tempo e (perchè no) anche per perderlo. E ciò vale per una birra, un aperitivo, un analcolico. Il bar è diventato col tempo luogo di aggregazione, confronto, intrattenimento. La città si spegne creando disagi e le conseguenze di questo provvedimento sono più vaste di quanto si possa pensare, ma naturalmente tutto finirà inesorabilmente nel dimenticatoio”.

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