Di seguito, una nota del consigliere regionale Luigi Morgante.

“Abbiamo contestato apertamente il Piano di riordino ospedaliero sin dalla sua prima stesura per come era articolato nella provincia di Taranto, sia sul piano generale – data l’estrema criticità in cui versa la sanità pubblica tarantina – che nelle varie articolazioni sul territorio, con prevedibili ripercussioni sulle rispettive comunità. Quella di Manduria è piuttosto decentrata rispetto al comune capoluogo, e il presidio rappresentato dal Giannuzzi rappresenta di conseguenza un importante riferimento non solo per i residenti ma anche e soprattutto per i turisti. Depotenziarlo privandolo del reparto di Nefrologia, e riducendo drasticamente il numero dei posti letto dell’Unità di Terapia Intensiva Coronarica, non è soltanto un grave errore e una sconfitta del buon senso, ma una decisione che comporta dei rischi che nessuno può e deve permettersi di correre. E le nostre preoccupazioni non sono certo isolate, ma ampiamente condivise.

Per questo è doveroso che l’esecutivo regionale, e in particolare il presidente Michele Emiliano e il direttore del Dipartimento Giancarlo Ruscitti, e i vertici dell’Asl di Taranto fermino un iter che non può trovare alcuna giustificazione, e garantiscano la qualità e la quantità delle prestazioni erogate nei due reparti del Giannuzzi. Mostrando coerenza con quanto espressamente e pubblicamente dichiarato, il rispetto e le attenzioni dovute verso un territorio in passato troppe volte ignorato e calpestato”.