Di seguito comunicato stampa del vice Sindaco di Manduria, avv. Giovanni Luigi De Donno, sulla tematica dei dehors.

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In riferimento ad alcuni articoli di stampa comparsi nei giorni scorsi sui quotidiani locali, relativi ai presunti ritardi dell’Amministrazione Comunale in materia di rilascio delle autorizzazioni per l’installazione di dehors stagionali da parte degli esercizi commerciali, è opportuno sottolineare che tali affermazioni, ancor più laddove provenienti dai rappresentanti delle associazioni di categoria, dovrebbero avere il supporto dei dati oggettivi e non basarsi, come pare, su ipotesi prive di fondamento.
La prima considerazione da fare muove dal vigente regolamento dei dehors, licenziato dal consiglio comunale nello scorso mese di maggio, che prevede che le istanze in materia debbano essere presentate almeno 45 giorni prima dell’effettiva installazione del dehors e che l’ufficio comunale preposto si debba pronunciare nei successivi 60 giorni. Il che equivale a dire, da un lato, che al titolare del pubblico esercizio è richiesta una corretta e tempestiva programmazione dei tempi di presentazione delle richieste di autorizzazione e, dall’altro, che si può parlare di ritardo solo laddove l’ufficio SUAP consumi inutilmente il termine a propria disposizione per la conclusione del procedimento.
Ebbene allo scopo di verificare le eventuali criticità nella gestione dei procedimenti ho sollecitato l’Ufficio Suap a riepilogare in una tabella sinottica tutte le istanze presentate e, ad oggi, è emerso che in 29 procedimenti istruiti ben 12 sono stati completati con l’emissione dell’autorizzazione nei previsti 60 giorni. In altri 4 casi il termine è stato superato perché, trattandosi di dehors ubicati nel centro storico, è stato necessario acquisire il parere della Soprintendenza, il cui ritardo ha reso impossibile l’osservanza del termine contemplato nel regolamento comunale. Per altre 8 pratiche l’ufficio urbanistica ha chiesto integrazioni documentali perché le domande erano prive degli elaborati previsti obbligatoriamente dal regolamento dei dehors ed i richiedenti, benché regolarmente informati di tanto, non hanno provveduto ad ottemperare mentre, in un altro caso ancora, si è in attesa del parere della Soprintendenza. Allo stato, secondo quanto comunicato dall’Ufficio, sono pendenti altre 4 richieste in fase di istruttoria per le quali, tuttavia, non sono scaduti i 60 giorni previsti da regolamento per l’adozione del provvedimento finale. Si tratta, infatti, di istanze pervenute tra la fine di giugno e la fine di luglio, ossia a stagione turistica ampiamente iniziata per le quali, se di ritardo si vuole parlare, questo è addebitabile esclusivamente a chi sceglie deliberatamente di attendere la stagione estiva per munirsi delle autorizzazioni. Non vi è quindi alcuna volontà dell’Amministrazione Comunale di limitare in qualche modo la libera esplicazione delle attività imprenditoriali ed anzi, malgrado le scarse risorse umane a disposizione non solo del S.U.A.P. ma anche dell’Urbanistica, si cerca di dare la priorità a queste attività stagionali pur nella complessità e numerosità dei procedimenti gestiti dai predetti uffici ( si pensi, per tutti, alle commissioni di vigilanza sui pubblici spettacoli che, in questo periodo, si succedono senza sosta). Del resto, a riprova di tanto, oltre ai numeri sopra citati, valga il fatto che le 3 uniche ordinanze di rimozione dei dehors finora emesse hanno riguardato accertamenti compiuti dai Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio culturale a fronte di un numero di strutture, presenti in città e nelle marine, apparentemente superiore rispetto a quelle autorizzate. Pur riconoscendo che il cronoprogramma dei procedimenti autorizzatori deve essere assolutamente migliorato, magari esaminando in conferenza di servizi una molteplicità di pratiche, v’e che la tempistica del rilascio delle autorizzazioni sconta una disciplina rigidamente imposta dalla legge che impedisce, in questa materia, di servirsi ad esempio dell’istituto del silenzio assenso (cfr. Tar Campania, Salerno, sentenza n.21/2014, Tar Sicilia, Catania, sentenza n.1295/2011 etc.), ovvero di derogare al parere della Soprintendenza per le installazioni ricadenti in zona vincolata, come da ultimo ribadito in una nota dello scorso 5 maggio inviata dalla Soprintendenza di Lecce a tutti i comuni delle tre province salentine.
L’Amministrazione, quindi, non è cieca o sorda agli appelli della categoria ne’ pensa che la gestione delle istanze da parte del Comune non possa essere resa più efficiente ma si attende dagli operatori o dai loro tecnici la necessaria collaborazione, carente spesso sia nella scelta dei tempi di presentazione delle domande, ovvero nella completezza delle stesse o, infine, nel tempestivo riscontro alle richieste di integrazione degli uffici.

Il Vice Sindaco
avv. Giovanni Luigi De Donno