Manduria: inaugurata la mostra dedicata a Pietro Guida

Nel chiostro dell’ex convento delle Servite in via Omodei 28, sede del GAL Terre del Primitivo, è stata inaugurata ieri sera la mostra “Pietro Guida: l’emozione del cemento”. Un omaggio ad un grande artista campano che da circa 70 anni vive e lavora a Manduria, famoso in tutto il mondo ma sconosciuto a gran parte dei suoi concittadini. Considerato uno dei maestri delle arti plastiche, la sua attività ha attraversato tutto il Novecento. Una vita passata a plasmare figure e a dare vita e forma a numerosi personaggi. Lo studio dell’artista è la sua casa inizi Novecento con giardino alla periferia di Manduria.

L’evento voluto dal GAL  e in particolare dal suo Presidente, dott. Dario Daggiano, rappresenta a tutti gli effetti la sua prima personale di sculture in loco. Non mancano però le opere dell’artista nella Città. Sono sue creature le opere che si trovano nel Convento dei Padri Passionisti, le statue raffiguranti San Michele Arcangelo, la Pietà, il Crocifisso, il Ritratto di San Paolo della Croce e la sua Ascensione. Come suo è il busto di Francesco De Sanctis collocato nella sede dei Licei. 

La mostra sarà visitabile sino ad ottobre, ad ingresso gratuito con apertura dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 18.30 alle 20.30. Grazie alle guide del circuito Confguide- Confcommercio e all’associazione di Angela Greco, la mostra rientrerà in un vero e proprio itinerario turistico. Alla riapertura delle scuole saranno invitati a conoscere l’arte di questo maestro anche gli studenti ed in un prossimo futuro “il primo piano dell’ex convento delle Servite potrebbe ospitare una mostra permanente delle opere di Pietro Guida”, ha annunciato l’assessore alla cultura Mimmo Lariccia.

Pietro Guida, uomo del Sud, esprime i valori della nostra cultura meridionale. E’ un artista sociale che trae dai materiali industriali e poveri come il cemento l’immagine di una realtà disincantata, uomini e donne di un antico Sud, dove la bellezza si sposa con la formosità. Nello scabro cemento recupera la carnalità delle creature, il fascino delle forme, la sensualità dei gesti e la naturalezza delle movenze, un’umanità immobile che al tempo stesso palpita emozioni e profonda seduzione.

Le creature che potete ammirare in questa mostra sono addormentate in un sonno di pietra e noi i visitatori di un paese nel quale la vita è stata bloccata per sempre in un atteggiamento, in un’azione e in una posa immutabili. Le sculture in cemento usato come una terracotta stesa alla maniera di un bozzetto in-compiuto, si muovono in uno spazio che appare sospeso nel tempo, tra confidenze sussurrate alla finestra e passi di danza, tra giochi di equilibri e storie di vita. L’artista, discostatosi dall’astrattismo che ha caratterizzato la sua produzione passata, ha inteso cristallizzare frammenti di realtà presi a prestito dal quotidiano. Donne che chiacchierano affacciate su un paesaggio immaginario, ginnaste che volteggiano in precario equilibrio, musiciste ritratte in un attimo di pausa, momenti di intimità e fanciulli che ci ricordano la spensieratezza della tenera età. Il Gruppo di famiglia racconta le famiglie numerose del Sud, la figura monolitica della madre. Nella giovane equilibrista l’artista ne cattura l’istante in cui compie il suo strabiliante esercizio. Sembra quasi di coglierne la difficoltà e, nello stesso tempo, la leggerezza di un corpo che sembra quasi non gravare sullo schienale della sedia. L’impressione è quella di trovarsi in una piazza affollata e di doversi fare spazio tra figure assorte nei loro pensieri e nelle loro attività.Oltre all’attività figurativa, l’artista si è fatto interprete, tra il 1960 e il 1970, del rapporto tra arte e industria, recuperando scarti di produzione dello stabilimento Italsider di Taranto per poi dare vita a mostre/performance che portano l’attenzione sui problemi dell’ambiente e dello sfruttamento del pianeta.

Guida è un esempio che i giovani artisti dovrebbero tenere a mente e seguire; è la dimostrazione di come l’attaccamento e la passione verso il lavoro artistico mantengano giovani, sempre proiettati al futuro. 

 

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