Manduria Futura: “Con il ricorso vogliamo ripristinare la verità”, se ne discute in Piazza Commestibili

Domenica 24 giugno alle ore 19,00, in piazza Commestibili, si terrà un incontro pubblico organizzato dal movimento politico Manduria Futura in cui si discuterà del ricorso presentato e delle altre iniziative assunte contro lo scioglimento dell’amministrazione cittadina per infiltrazioni mafiose.

Il ricorso, notificato alla Presidenza della Repubblica, alla Presidenza del Consiglio ed al Prefetto di Taranto, riguarda l’annullamento del Decreto del Presidente della Repubblica del 27.04.2018 che ha disposto il commissariamento del Comune di Manduria e nominato la Commissione Straordinaria per la gestione dell’Ente. ritenendo che sarebbero emerse forme di ingerenza della criminalità organizzata condizionanti il buon andamento e l’imparzialità dell’attività comunale,

Il Comitato promotore del ricorso ritiene che lo scioglimento del Consiglio Comunale di Manduria per infiltrazione mafiosa sia un provvedimento ingiusto con violazione della legge, eccesso di potere, travisamento dei fatti, contraddittorietà, irragionevolezza, difetto di motivazione.

Come ben si sa, il tutto è partito da un’indagine della Direzione Distrettuale antimafia di Lecce che avrebbe posto in rilievo il ruolo svolto da un locale capo cosca per l’elezione di alcuni candidati.  L’indagine in questione è culminata, per quanto concerne il Comune di Manduria, nell’applicazione di misure cautelari nei confronti di due soli esponenti politici che tuttavia, all’atto dell’esecuzione dell’ordinanza non avevano più alcun ruolo all’interno dell’Amministrazione. Infatti il primo amministratore, nominato presidente del consiglio comunale nel 2013, a seguito di contrasti con la maggioranza che sosteneva il Sindaco, si era dimesso dalla carica in data 29/12/15, passando nelle fila dell’opposizione fino al 30/06/17, data in cui aveva presentato le dimissioni da consigliere comunale. Il secondo amministratore era risultato il secondo dei non eletti ed era entrato in Giunta il 25/1/16, a seguito di un nuovo assetto delle forze politiche di maggioranza. Anche lui, tuttavia, era stato estromesso dalla compagine assessorile neppure nove mesi dopo, il 6/9/16. In definitiva, alla data di applicazione delle misure coercitive, i due politici in discorso  erano privati cittadini.

Le motivazioni contenute nella relazione del Prefetto ha fornito al Comitato promotore elementi di certezza al convincimento che “Manduria per prima e poi i suoi amministratori non hanno mai subito infiltrazioni e condizionamenti mafiosi. Se condotte antigiuridiche si sono verificate – dice il Comitato – le stesse sono rimaste confinate nella sfera individuale e non hanno mai coinvolto gli organi di governo. L’iniziativa di reagire contro il decreto di scioglimento non risponde certamente alle esigenze personali ma tende esclusivamente a ripristinare la verità, un valore che appartiene a tutti. Vogliamo restituire a Manduria la sua dignità”.

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