Fabio Cazzato, manduriano e socio di ciaksocial, ha riscontrato delle anomalie nel nuovo sistema di erogazione biglietti adottato da FSE. Il giovane imprenditore non ha esitato a scrivere, da buon cittadino, una lettera aperta, che pubblichiamo integralmente con la speranza di una risposta da parte della direzione di FSE. 

Dal 1 gennaio 2018, le FSE si prendono ulteriore beffa degli utenti inserendo nel biglietto giornaliero la data in cui esso debba essere utilizzato. Per qualcuno potrebbe sembrare normale che, così come abbonamenti mensili o settimanali siano datati, possa esserlo anche quello giornaliero, ma non è esattamente così.Potrebbe anche avere un senso, qualora il servizio autolinee fosse ineccepibile, ma abbiamo più volte riscontrato che è utopistico sperare in un “servizio” degno di questo nome. 
Tutto parte già dalla difficoltà di reperire il biglietto. Molti punti vendita hanno disdetto la collaborazione con la suddetta compagnia per diversi e non precisati problemi amministrativi e/o logistici, mettendo in condizione l’utenza di riscontrare difficoltà già in questa prima fase.
Su Manduria un paio di punti vendita che hanno chiuso i rapporti erano posizionati proprio nei pressi delle fermate di S. Angelo (Bar Diurno) e via per Lecce (tabaccheria Lenti Fabio).
Veicoli obsoleti, senza climatizzazione, dove le precipitazioni atmosferiche si riversano all’interno dell’abitacolo, con posti a sedere senza la “seduta”, squallidi e senza condizioni igieniche accettabili, soggetti a frequenti problemi di natura meccanica, di cui un paio di eventi negli ultimi anni hanno messo a repentaglio anche la sicurezza dei viaggiatori con di tutti i disagi che ne sono conseguiti. 
Questi sono solo alcuni dei disservizi che mettono l’utenza nelle condizioni di cercare soluzioni alternative. Prendiamo qualche esempio a campione: un ragazzo di Manduria che frequenta le scuole superiori a Brindisi e, come alternativa, ha la fortuna di avere un amico di famiglia che si reca per lavoro in auto nella stessa destinazione, potendo dare un passaggio al giovane e facendogli risparmiare sia 3/4 d’ora di sonno, oltre che i disservizi suindicati, ma purtroppo le turnazioni dell’amico e gli orari scolastici, non garantiscono sempre la concomitanza delle tratte, fa nascere così l’esigenza di dover utilizzare il servizio autolinee FSE in maniera saltuaria senza dover necessariamente acquisire un abbonamento mensile o settimanale ma semplicemente il biglietto giornalierio all’esigenza. Avrebbe quindi senso approvvigionarsi periodicamente di 3 – 4 biglietti da utilizzare al momento opportuno.
Ulteriore esempio, il giovane studente universitario che si deve recare in facoltà a Taranto, contesto in cui le sessioni di studio sono limitate a 5 giorni settimanali, con sporadici cambi di programma da parte dei docenti e periodi pre-esami in cui non ci sono lezioni da seguire, senza parlare dell’opportunità che talvolta i ragazzi, in quanto maggiorenni e patentati, scelgano di utilizzare l’auto, condividendo le spese con i propri colleghi di corso; ne consegue che non si può prendere in esame l’idea di fare abbonamenti, ma anche qui nasce l’esigenza di avere in tasca un biglietto da utilizzare all’esigenza.
E cosa dire di episodi come quello accaduto ad un ragazzo che, uscendo in anticipo dalle lezioni, dopo un’ora di attesa per raggiungere la fermata del “Mazzola” dalla zona universitaria del quartiere “Paolo VI”, attende un’altra ora, prima di vedersi passare davanti 2 autobus: uno diretto ad Avetrana ed uno a Lecce, entrambi senza che si fermino, in quanto pieni di ragazzi stipati come sardine in una scatoletta di latta; per poi dover mettere in condizione di chiamare i genitori che, per non prolungare ulteriormente l’attesa, si debbano mettere in auto, percorrere 80km per andare a prendere il proprio figlio e tornare e, come da recenti disposizioni, ritrovarsi a rimetterci non solo i COSTI sostenuti di un tragitto inutile, ma anche quelli del biglietto acquistato DATATO e quindi non riutilizzabile il giorno seguente….
Riteniamo quindi ILLEGGITTIMO, far pagare un biglietto che, se non utilizzato per qualsivoglia motivo, debba essere cestinato perdendo cosi l’importo speso, senza che ci siano invece i presupposti per farlo direttamente sull’autobus o in ultima analisi lasciare inalterato il sistema precedente e riattivare le macchinette obliteratrici.