Di seguito comunicato stampa del Comitato ManduriAmo

Ormai siamo quasi rassegnati all’idea che i grossi problemi sono difficili da risolvere e sono accompagnati da polemiche politiche e difficoltà burocratiche. I piccoli problemi invece, proprio perché piccoli, vengono sottovalutati e trascurati fin quando non incancreniscono e diventano grossi problemi, allora diventano degni di attenzione ma ormai è troppo tardi per risolverli in maniera veloce con efficacia ed efficienza, ed è allora che diventano degni di interesse politico e degni di promesse elettorali.

A volte viene da chiedersi se questo sistema non sia voluto proprio dalla politica che crea problemi per promettere di risolverli. Ma queste sarebbero solo parole se non trovassero riscontro nella realtà come avviene per esempio sui 18 km di litorale del feudo di Manduria. È proprio su quella magnifica costa che problemi di facile soluzione stanno incancrenendosi e diventando di difficile soluzione. Basterebbe infatti una vigilanza anche sporadica e qualche controllo in più per evitare che la maleducazione della gente diventi regola. In questa TERRA DI NESSUNO infatti tutto è permesso nonostante i divieti che si trovano ad inizio stagione. Ma un divieto non ha senso se nessuno controlla, è così che si può assistere nelle domeniche estive ad insediamenti abusivi con tende e gazebi, si può assistere a partite di calcio, di pallavolo con campi allestiti in tutta regola con rete e campo delimitato che sottrae spiaggia ai bagnanti, tornei di racchettoni, il tutto nella massima tranquillità ignorando che sui cartelli che il comune ogni tanto pone vicino alle passarelle tutto quanto sopra è espressamente vietato.

C’è anche poi un’altra bellissima abitudine, quella di lasciare dalla mattina ombrellone e sedie per mantenersi il posto, non importa se poi non si scende a mare, il posto intanto lo si prenota e si impedisce ad altra gente di poter usufruire della spiaggia libera e pubblica. Tutto questo con convinzione di essere nel giusto perché tanto non ci sono controlli e nessuno dice niente. Per non parlare degli acqua scooter e dei motoscafi che scorazzano indisturbati ignorando le distanze di sicurezza dalla spiaggia. Spostandosi in località Borraco se si è fortunati si può anche assistere alle auto che si cimentano in percorsi naturalistici sulle dune e lungo l’arenile, nonostante l’accesso sia stato inibito apponendo grossi massi che tranquillamente sono stati rimossi.

Ma, mi viene da pensare, se a qualcuno venisse in mente di organizzare una manifestazione con un afflusso di gente intorno alle 50 mila persone senza prevedere un servizio d’ordine riuscirebbe ad avere i permessi dalle autorità competenti? Perché sul litorale allora si permette un afflusso simile (se non maggiore) di persone senza un minimo di controllo? Cosa si aspetta per intervenire? che ci siano risse o diatribe? Quali sono le autorità competenti che dovrebbero vigilare? Si rimpalla dalla capitaneria ai vigili urbani. Qualcuno ha mai provato a chiamare quest’ultimi per un intervento? la risposta è sempre la stessa “manderemo una pattuglia, salvo non sia impegnata in questioni più urgenti”.

La soluzione sembra arrivare dalla concessione di permessi per attrezzare lidi privati, ed è così che l’accesso alla spiaggia diventa un lusso possibile a chi può permetterselo, gli altri devono arrangiarsi nella TERRA DI NESSUNO. Ma questa ormai sembra la logica dilagante che entusiasma i fautori della promozione turistica. Certo, perché la costruzione di lidi privati è la panacea di tutti i mali, infatti chi viene da fuori e non trova fogna, acquedotto, strade asfaltate e tutto il resto, si accontenta di avere un lido lussuoso dove spendere i propri soldi.

Ma questi sono solo piccoli problemi che non interessano le autorità, però chissà magari alle prossime elezioni comunali si potrà sentire lo slogan “provvederemo alla vigilanza e all’organizzazione del litorale, garantendo uno sviluppo turistico pianificato e sostenibile”.

Per il momento vi auguriamo buone vacanze sul litorale manduriano, uno dei più belli d’Italia con solo qualche piccolo problema: la maleducazione e l’incuria.