E’ morto soffocato da un chicco d’uva che non è riuscito ad ingerire. La vittima è un bimbo di due anni che si trovava con i genitori in un’abitazione di Leporano (Taranto).

Lo si apprende da fonti dell’Azienda sanitaria locale. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118, che hanno praticato le manovre di rianimazione e poi hanno trasportato il bimbo in ambulanza al Poliambulatorio di Leporano. Purtroppo, non c’è stato nulla da fare.

I carabinieri stanno indagando per approfondire la dinamica dell’accaduto.

La tragedia ricorda quella di una bimba di Villa Castelli (Brindisi), che meno di venti giorni fa era morta per soffocamento, sempre a causa di un acino d’uva che le era andato di traverso, mentre si trovava con i genitori in una spiaggia di Marina di Lizzano (Taranto).

Tra gli incidenti domestici l’inalazione di corpo estraneo è un evento tuttora ai primi posti tra quelli che avvengono nei primi anni di vita.

Accade perchè i bambini tendono a mettere in bocca di tutto, monetine, frammenti di palloncini, pezzi di macchinine, batterie, ma anche a tavola i cibi che possono bloccare il respiro sono tanti: pezzi di prosciutto, di carne, noci, caramelle, chicchi d’uva…

Basterebbe però sapere che cosa fare e che cosa non fare quando un bambino dà segni di soffocamento per evitare la tragedia. Bisogna certamente chiamare aiuto telefonando  al 118, ma prima dell’arrivo di un soccorso specializzato, bisogna essere in grado di praticare le manovre salvavita basilari per la disostruzione perché ogni minuto, ogni secondo è prezioso.

In attesa di aiuto, praticare le prime manovre di soccorso; in caso di dubbi, si può restare al telefono con l’operatore del 118 per avere precise indicazioni sul da farsi.

Si deve sistemare il bambino leggermente prono in avanti con la testa verso il basso; quindi si danno 5 colpi decisi con il palmo della mano sulla schiena, in zona centro-laterale.

Se così non espelle il corpo estraneo, si deve praticare la cosiddetta manovra di Heimlich: sistemare un pugno sopra l’ombelico, circondarlo con l’altra mano e spingere verso l’interno e in alto contemporaneamente per aumentare la pressione interna al torace e facilitare l’espulsione. La sequenza di colpi alla schiena e manovre va ripetuta fino all’arrivo dei soccorsi.

Se il bambino è piccolo cambia la posizione di intervento: ci si deve sedere sistemando il bimbo a faccia in giù sulle gambe, dando colpi sulla schiena dal centro verso l’esterno. Poi deve essere posto su un piano rigido praticando compressioni toraciche simili al massaggio cardiaco. 

Se la vittima è incosciente, bisogna aggiungere la rianimazione cardiopolmonare ovvero fasi di respirazione bocca a bocca alternate a un massaggio cardiaco.

Una volta superata l’emergenza è comunque consigliabile sottoporre il bimbo a un controllo medico,