La storia che raccontiamo oggi è, come le altre, molto lontana dai giorni nostri e ha dato vita ad una stirpe di non pochi personaggi illustri.

La famiglia Arnò, le cui orgini del cognome sono pressoché ignote, si trasferisce a Manduria da Corigliano d’Otranto (LE) con i fratelli Giacomo, nato nel 1602 e sposato con Pompilia De Marco e successivamente con Giuditta Corcioli,  Filippo coniugato con Donata del Prete, e Guglielmo Arnò. I primi due fratelli furono entrambi medici. Questa famiglia vanta numerosi altri medici in linea ereditaria, tra cui Oronzo Guglielmo e Flaminio. Ma non solo, ebbe tra i suoi discendenti numerosi sacerdoti regolari tra Agostiniani, Domenicani e Scolopi , preti tra cui Don Carlo, di cui non ho notizie ed informazoni; monache tra le benedettine e le Clarisse , tra cui alcune badesse, e vanta oltretutto la presenza dell’archeologo e pittore Carlo, e del pittore Salvatore. Di questo congruo elenco, fanno parte anche l’architetto Leonardo e benefattori come Belisario e Giambattista.

A Manduria, questa famiglia è conosciuta con i soprannomi di “Gisuita o Biancofiori”, quasi certamente in relazione alla ferrea e profonda devozione religiosa che l’ha contraddistinta. Purtroppo non sono reperibili informazioni storiche su tutti gli esponenti più illustri della famiglia Arnò. Dalle varie ricerche sono riuscita a raccogliere notizie su Flaminio, Carlo, Salvatore, Belisario, Giambattista e Leonardo.
flaminio Carlo ArnoFlaminio Arnò fu (1683-1716)  professore di medicina nell’ospedale degli Incurabili di Napoli e più volte sindaco di Manduria. Fu anche scrittore, autore del lavoro intitolato “Del fonte di Manduria”. Durante la sua gestione del Comune, si realizzarono alcune opere ancora oggi visibili: furono acquistati due orologi pubblici, sistemati in piazza Garibaldi e alla Porticella; furono lastricate l’attuale via F. Donno, che perciò fu chiamata via Insalicata; l’attuale via sen. Lacaita, le strade davanti e dietro la chiesa Madre, compresa quasi certamente anche via G. L. Marugj, che collegava il centro storico medievale con il nascente rione del Rosario.

salvatore-arnoOltre alla partecipazione alla vita politica della città, la famiglia Arnò espresse anche artisti, come il pittore Carlo e Salvatore Arnò (1854-1932). Carlo Si interessò di archeologia e numismatica; curò una collezione di vasi e monete antiche, che comprendeva molto materiale dell’antica Manduria, materiale illustrato e descritto nel catalogo Antichità mandurine, pubblicato nel 1920. Tra i lavori di pittura di maggior pregio si ricorda un S. Francesco di Paola del 1887, conservato nella chiesa di S. Lucia, un S. Luigi Gonzaga del 1890 e un S. Carlo Borromeo del 1913, entrambi nella chiesa dei Passionisti.
Altro pittore della famiglia fu Salvatore Arnò (1893-1986), di cui si ricorda il Ritratto di padre Leonardo Tarentini del 1937, conservato nella sagrestia della chiesa Madre, e una Madonna Immacolata conservata nell’istituto delle suore del Buon Pastore.

Belisario ArnoTra fine Ottocento e prima metà del Novecento vissero Leonardo e Belisario Arnò. Leonardo fu autore del progetto per la ricostruzione in stile gotico della chiesa e convento di S. Antonio realizzata nel 1935. Belisario Arnò, dopo aver conosciuto a Lecce Filippo Smaldone, ebbe il merito di fondare in Manduria l’istituto per sordomuti, affidato alle salesiane dei Sacri Cuori.
Un cenno va infine fatto ad uno dei personaggi di maggior rilievo della famiglia: Giambattista Arnò, nato a Manduria nel 1891 da Carlo Arnò e Adelaide Briganti, meglio conosciuto come don Titta. Esercitò la professione di avvocato e fu vice pretore del mandamento di Manduria. La caratteristica fondamentale e indiscussa della sua personalità era la profonda e convinta fede religiosa che illuminò sempre ogni sua azione. Fu anche politico, ma lo fece a modo suo, come oggi sarebbe assai difficile concepire. Fondatore, subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, della locale sezione della Democrazia Cristiana, fece parte del Consiglio Provinciale e di quello nazionale del partito. Dal 1952 al 1957 fu vice presidente della Provincia e assessore all’Assistenza. Don Titta fu uno dei più grandi proprietari terrieri di Manduria, ma la condizione di ricco, come scrive il figlio Benedetto, non lo faceva sentire un privilegiato; egli intese utilizzare quella enorme ricchezza a beneficio degli altri nello spirito della solidarietà cristiana. Molto  importanti per tutta la cittadinanza ancora oggi sono state le sue opere di beneficenza: donazione del suolo per la costruzione del Villaggio del Fanciullo, donazione del suolo per le case popolari INA casa nel Barco Arnò, donazione della casa parrocchiale della Chiesa Madre in Manduria. Partecipò con elargizioni considerevoli alla ristrutturazione della Chiesa Madre nel 1937/39. Non rifiutò mai di aiutare i più poveri e di partecipare a tutte le altre opere di beneficenza.

ArnòDella lunga stirpe della famiglia Arnò, fa parte anche Ferdinando Arnò, indubbiamente più vicino ai giorni nostri rispetto agli altri. Nato a Manduria il 29 Novembre del 1959 è
compositore e arrangiatore. Per la televisione: films, documentari, sigle di programmi, spettacoli di varietà (‘fantastico tragico venerdì’ con Paolo Villaggio, ‘C’era una volta San Remo’, ‘dossier’ di G. Zucconi, ‘Il Girasole’), cartoni animati e programmi per bambini (‘Milly’, ‘Fantasia’). Contemporaneamente arrangia e compone brani per EMI, BMG e Warner (scrive ‘Il Tempo’ interpretato da Ornella Vanoni), per registi teatrali come Dario Fo e per il cinema (‘A Time for Dancing’ di Peter Gilbert). Nel corso degli anni, sono migliaia le campagne pubblicitarie su cui ha lavorato. Per citarne alcune: un remake di Jimi Hendrix per BMW Serie 1, la colonna sonora dello spot Telecom “Gandhi”, quella per la  SAAB 9-3, per Morellato , Ferrero, Kellogg’s, Allianz, Alfa Romeo, Tim, Coop, Barilla… È grazie al suo lavoro nel campo della pubblicità che incontra la voce di Malika Ayane e ne diventa suo produttore. Nel 2009 ha accompagnato al piano Malika Ayane al Festival di Sanremo con il brano “Come Foglie” scritto da Giuliano Sangiorgi e che lui stesso ha arrangiato.  Nel 2011 dirige l’orchestra al Festival di Sanremo per Tricarico e Gualazzi.