Interviene il giudice nella questione Bollenti Spiriti: la Voce dovrà pubblicare ciò che dice Ciaksocial 

Se tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, tra la Voce di Manduria e Ciaksocial c’è di mezzo un Giudice. E’ stato proprio il giudice del Tribunale di Taranto Dott. Italo Federici a trovare una soluzione per mettere fine alla così detta vicenda Bollenti Spiriti. In realtà definirla vicenda è già dire tanto, basterebbe riconoscere tutto l’accaduto come un racconto scritto ad arte per fare del male, un pretesto, per il giornale diretto da Nazareno Dinoi,  con il quale poter infangare e offendere l’operato di Ciaksocial, che poi altro non è che una delle associazioni che operano all’interno della struttura Nuova Messapia di Uggiano Montefusco.

Lasciamo perdere tutti gli articoli che il giornale di Dinoi dedica alla nostra testata, comprese le visionarie classifiche ricavate da siti esteri che vedono la voce di Manduria al primo posto dei giornali più letti  e Ciaksocial, come scrive sempre il direttore Dinoi,  fanalino di coda dell’infomazione, passiamo invece ad occuparci dell’articolo per il quale Ciaksocial ha deciso di rivolgersi alla magistratura.

Tutto è successo dopo una manifestazione con annessa trasmissione televisiva realizzata il 23 giugno scorso. Durante la manifestazione, che era finalizzata alla promozione di un progetto, già approvato a Ciaksocial dalla Cooperativa che gestisce la struttura, si immaginò un ristoro che, oltre ad avere uno scopo conviviale era anche un modo per rendere scenograficamente più bella la trasmissione che veniva realizzata e che tutti possono vedere ancora oggi su www.ciaksocial.com. Scopo della manifestazione/trasmissione era quello di far sapere, a tutti, che presto a Uggiano verrà realizzato, attraverso dei laboratori gratuiti, un teatro, una sala musica e un film. Un progetto, quindi, di interesse pubblico, sia per i laboratori ai quali potranno accedervi i giovani di Manduria e paesi limitrofi, sia per le strutture che si andranno a realizzare e che la collettività potrà continuare ad utilizzarle anche dopo la conclusione del progetto Ciaksocial. Un’azione di promozione molto semplice e trasparente insomma, quella fatta da Ciaksocial il 23 giugno scorso, trasformata il giorno dopo, dal giornale del direttore infermiere, in un reato di cui vergognarsi.  “Continua la saga delle cene, adesso intervenga la magistratura”.  Questo era il titolo scoop del dipendente ASL. Il desiderio del direttore infermiere è stato presto esaudito, la magistratura è intervenuta, con la differenza che a chiamarla è stata Ciaksocial.

Giorno 8 agosto, a soli 15/20 giorni dal deposito della denuncia, sono comparsi davanti al Giudice, i legali delle due testate, per Ciaksocial, Maria Antonietta D’Elia, avvocato conosciuta in tutta la provincia perché già difensore di 250 persone su mille costituite parte civile nell’importante  processo contro l’Ilva scaturito dopo la famosa inchiesta ambiente svenduto. Per la voce di Manduria invece il difensore è stato l’avvocato Lorenzo Bullo, che oltre ad essere popolare come avvocato è anche attualmente assessore ai servizi sociali della Giunta Massafra.  I due legali hanno sottoscritto un accordo in cui la voce di Manduria si impegna a pubblicare, senza nessuna modifica, sia sulla versione online che su quella cartacea, un articolo con il quale Ciaksocial spiegherà esattamente come sono andate le cose e qual è la realtà riguardo la questione Bollenti Spiriti.

Non so se il direttore della Voce di Manduria dopo questo atto continuerà a scrivere di Ciaksocial, ai lettori però propongo una riflessione, se la Voce di Manduria scrivesse il vero, il giudice non gli avrebbe chiesto di lasciarci lo spazio sulla sua testata per dire ciò che vogliamo e altrettanto il giornale di Dinoi non avrebbe accettato l’accordo se non fosse consapevole del fatto che su Ciaksocial e la questione bollenti spiriti ha mentito spudoratamente. L’articolo oggetto dell’accordo sarà inviato alla redazione di La voce di Manduria nei prossimi giorni, se il giornale di Dinoi non dovesse pubblicare le nostre ragioni così come saranno inviate, ci si rivedrà in tribunale il 29 settembre.

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