Incastrato dal DNA finisce in carcere

La sera del 22 giugno 2013, due individui con il volto coperto da  passamontagna ed armati di pistola giocattolo, giunti a bordo di uno scooter, risultato poi rubato quattro anni prima ad un cittadino del posto, tentarono una rapina presso un supermercato di Manduria.

MODEO GiulioSi avviò subito un’attività investigativa che permise di recuperare ed analizzare il motociclo, il casco ed alcuni indumenti utilizzati nella rapina e poi abbandonati. L’attenta ricostruzione degli eventi, l’ascolto delle dichiarazioni dei testimoni oculari, l’accurata analisi dei filmati dei circuiti di video-sorveglianza, l’esaltazione di alcune impronte papillari presenti sul casco indossato durante l’azione delittuosa, hanno fornito agli investigatori chiari e concordanti elementi di colpevolezza nei confronti di Modeo Giulio. Elementi indiziari che, dopo l’analisi condotta dal R.I.S. sui reperti sequestrati dai quali hanno  isolato il genotipo del DNA del ragazzo, sono gravi e tali da provare che Modeo è stato uno degli esecutori materiali della rapina.

I militari  della Compagnia Carabinieri di Manduria hanno pertanto, dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere (presso la Casa Circondariale di Taranto), nei confronti del giovane manduriano Modeo Giulio, già agli arresti domiciliari per reati contro il patrimonio.

Il  provvedimento è stato emesso dal GIP del Tribunale di Taranto, Dr. Martino Rosati, su richiesta del Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica del capoluogo jonico, Dott. Enrico Bruschi  che hanno concordato appieno con le risultanze investigative del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Manduria.

 

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