La Fiom Cgil di Taranto chiederà «al governo di modificare l’articolo 13 del Dpcm del 29 settembre che prevede lo smaltimento di amianto entro il 23 agosto 2023». Secondo il sindacato «le 3750 tonnellate di amianto censito ancora da smaltire, oltre alle 1750 tonnellate già smaltite dalla gestione commissariale necessitano di un tavolo tecnico specifico, con i ministeri competenti, per garantire la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e per allontanare dalle fonti di rischio gli stessi lavoratori anche attraverso l’estensione dei benefici previdenziali da esposizione ad amianto per gli stessi dipendenti Ilva».

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La Fiom chiede alla Regione Puglia «lo stato di attuazione delle attività richieste ad Arpa Puglia e all’Asl con la nota del 30 maggio sottolineando che l’amianto rappresenta una grande criticità, sia in riferimento all’esposizione al rischio dei lavoratori sia in riferimento al rischio ambientale, aggravata dall’eventuale presenza di materiale contenente amianto non censito».

L’organizzazione sindacale ha più volte «richiesto – concludono Romano e Brigati della segreteria provinciale – la necessità di conoscere non solo la mappatura ma anche il piano di bonifica, incluso il cronoprogramma, i tipi e lo stato di amianto, i procedimenti applicati per la bonifica, il numero e i dati anagrafici degli addetti, le caratteristiche degli eventuali prodotti contenenti amianto e le misure adottate e in via di adozione per la tutela della salute dei lavoratori e dell’ambiente».