“Vorrei far giungere a Riccardo il ringraziamento e la vicinanza dell’intera comunità pugliese per quanto è riuscito a fare”.

Così il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano rivolgendosi a Riccardo Muci, il poliziotto di 31 anni originario di Copertino, in provincia di Lecce, rimasto ustionato per soccorrere le persone coinvolte nella terribile esplosione sulla a 14 dopo il tamponamento tra una autocisterna che trasportava materiale infiammabile e un altro mezzo che stava marciando sulla carreggiata.

“Nell’augurargli una pronta guarigione – ha proseguito Emiliano – vorrei che a Riccardo arrivasse in queste ore l’abbraccio riconoscente di tutti i pugliesi. Siamo fieri di lui. Ha salvato delle vite, mettendo al riparo tutti prima che il gas nell’autocisterna non esplodesse. La sua forza e il suo coraggio hanno, così, evitato il peggio. Il mio pensiero in questo momento è rivolto anche a tutti i feriti coinvolti, alle loro famiglie e ai parenti della vittima”.

Per Riccardo Muci, in servizio al commissariato Santa Viola di Bologna, era una giornata come le altre, impegnato con il suo collega in un regolare servizio di controllo del territorio a Borgo Panigale. Poi hanno visto da lontano tutto quel fumo sulla tangenziale e si sono avvicinati. Hanno chiamato la centrale operativa, c’era un odore inconfondibile nell’aria e capendo cosa stava per succedere, Riccardo ha fatto mettere la volante di traverso, per bloccare l’accesso alla strada in entrambe le direzioni. A piedi si è spostato verso il ponte, c’erano persone che scattavano foto e facevano video e ha cominciato ad urlare dicendo di allontanarsi. Poi c’è stata quell’enorme esplosione. Riccardo Muci ricorda solo una gigantesca onda d’urto che lo ha fatto volare di alcuni metri e un calore folle che gli ha sciolto la maglietta ignifuga. E’ riuscito ad alzarsi e con la schiena bruciata ha continuato a far allontanare la gente. Il suo collega gli ha gettato dell’acqua sulla schiena e insieme a lui e ai carabinieri di Borgo Panigale sono riusciti a portare i feriti nella caserma dell’Arma.

E poi è crollato e si è risvegliato in ospedale, dove il premier gli ha stretto la mano. «Avevo capito che la situazione era molto grave – racconta – e il mio primo pensiero è stato quello di mettere in sicurezza le persone. Ho fatto il mio lavoro».