Il discorso del Papa è virale e bellissimo, ma non è “Francesco”

Sul web sta circolando un discorso che avrebbe recitato Papa Francesco, intitolato “Non rinunciate mai alla felicità“. Testo che sarebbe un ampio stralcio di un suo presunto discorso pronunciato durante i lavori dell’Assemblea ordinaria del Sinodo sulla famiglia.

Anche io ho ricevuto su WhatsApp, da amiche, il bel testo firmato “Papa Francesco”. Diciamo innanzitutto che il Papa, del quale nutro personalmente una grandissima stima e ammirazione, potrebbe aver anche detto tali parole, infatti è un testo bellissimo, ma qualcosa insospettisce circa l’appartenenza dell’autore: la forma non mi sembra adatta ad un discorso papale, non mi convince la frase “Utilizzare il dolore per lapidare il piacere”, questo ed altro mi hanno spinto a cercare una spiegazione.

Mi metto al lavoro ricercando su internet e mi imbatto in varie fonti ma nessuna affidabile, sul sito ufficiale del Vaticano questo discorso non esiste. E’ sempre e solo riportato come discorso del Papa (a volte tenuto al sinodo della famiglia, altre volte ai giovani), ma non l’ho mai trovato su siti istituzionali. Il Papa non ha mai pronunciato quel discorso. Infatti, quelle parole non sono sue (lo scrive anche La Stampa) ma provengono, tradotte, dal libro “Le dieci regole per essere felici” (in spagnolo Diez leyes para ser feliz) di Augusto Cury, medico psichiatra, psicoterapeuta, brasiliano, come segnala anche Blogdazero.

“Com’è ben noto, da quando è stato eletto Papa, a Francesco, nella rete, vengono attribuite frasi, preghiere, discorsi e dichiarazioni che si rivelano al primo controllo false”. È quanto scrive il sito di informazione religiosa Il Sismografo. “Anche in questa occasione – si avverte – le riflessioni attribuite al Papa sulla famiglia, l’amicizia, la vita, i rapporti umani e altro, sono infondate e non appartengono al suo magistero. Naturalmente, non c’è traccia di questi singolari pensieri nelle sei allocuzioni da lui pronunciate nel corso del Sinodo e neanche in altri testi ufficiali”.

Di seguito il discorso completo:

“Puoi aver difetti, essere ansioso e vivere qualche volta irritato, ma non dimenticate che la tua vita è la più grande azienda al mondo. Solo tu puoi impedirle che vada in declino. In molti ti apprezzano, ti ammirano e ti amano. Mi piacerebbe che ricordassi che essere felice, non è avere un cielo senza tempeste, una strada senza incidenti stradali, lavoro senza fatica, relazioni senza delusioni. Essere felici è trovare forza nel perdono, speranza nelle battaglie, sicurezza sul palcoscenico della paura, amore nei disaccordi. Essere felici non è solo apprezzare il sorriso, ma anche riflettere sulla tristezza. Non è solo celebrare i successi, ma apprendere lezioni dai fallimenti. Non è solo sentirsi allegri con gli applausi, ma essere allegri nell’anonimato. Essere felici è riconoscere che vale la pena vivere la vita, nonostante tutte le sfide, incomprensioni e periodi di crisi. Essere felici non è una fatalità del destino, ma una conquista per coloro che sono in grado viaggiare dentro il proprio essere. Essere felici è smettere di sentirsi vittima dei problemi e diventare attore della propria storia. È attraversare deserti fuori di sé, ma essere in grado di trovare un’oasi nei recessi della nostra anima. È ringraziare Dio ogni mattina per il miracolo della vita. Essere felici non è avere paura dei propri sentimenti. È saper parlare di sé. È aver coraggio per ascoltare un “No”. È sentirsi sicuri nel ricevere una critica, anche se ingiusta. È baciare i figli, coccolare i genitori, vivere momenti poetici con gli amici, anche se ci feriscono. Essere felici è lasciar vivere la creatura che vive in ognuno di noi, libera, gioiosa e semplice. È aver la maturità per poter dire: “Mi sono sbagliato”. È avere il coraggio di dire: “Perdonami”. È avere la sensibilità per esprimere: “Ho bisogno di te”. È avere la capacità di dire: “Ti amo”. Che la tua vita diventi un giardino di opportunità per essere felice. Che nelle tue primavere sii amante della gioia. Che nei tuoi inverni sii amico della saggezza. E che quando sbagli strada, inizi tutto daccapo. Poiché così sarai più appassionato per la vita. E scoprirai che essere felice non è avere una vita perfetta. Ma usare le lacrime per irrigare la tolleranza. Utilizzare le perdite per affinare la pazienza. Utilizzare gli errori per scolpire la serenità. Utilizzare il dolore per lapidare il piacere. Utilizzare gli ostacoli per aprire le finestre dell’intelligenza. Non mollare mai, non rinunciare mai alle persone che ami. Non rinunciare mai alla felicità, poiché la vita è uno spettacolo incredibile!”

Comunque, anche se il discorso non è del Papa, sono parole bellissime, profonde, sagge e che fanno riflettere. Gli allevatori di bufale, questa volta, ci hanno regalato qualcosa di utile e  mi raccomando, “Non rinunciate mai alla felicità”!!!

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