Giornata mondiale dell’ape, lavoratore indispensabile e non pagato

Il 20 maggio si celebra la Giornata mondiale dell’ape, promossa dalla Slovenia e che ha ottenuto l’appoggio della FAO e di altri 53 paesi nella recente Conferenza Regionale Europea. Il Direttore Generale della FAO sollecita un approccio rispettoso degli insetti impollinatori in quanto danno un contributo inestimabile all’agricoltura e sono un fattore importante e invisibile della salute ambientale, lavoratori non pagati, che mantengono e riflettono la biodiversità. Volano, saltellano e strisciano sopra i fiori per consentire alle piante  di riprodursi. La loro assenza eliminerebbe una serie di alimenti nutrienti dalle nostre diete, tra cui le patate, le cipolle, le fragole, i cavolfiori, il pepe, il caffè, la zucca, le carote, i girasoli, le mele, le mandorle, i pomodori e il cacao. Eppure, nonostante il loro ruolo fondamentale, stiamo favorendone l’esaurimento, esponendo le api a sempre maggiori pericoli, ha avvertito il Direttore Generale della FAO. Tra le minacce vi sono il cambiamento di destinazione del suolo, l’impiego di pesticidi, sistemi agricoli monocolturali e il cambiamento climatico.

La FAO incoraggia l’adozione di metodi di produzione agricola che incrementano le funzioni degli ecosistemi minimizzando l’uso di prodotti chimici. Dal 2000, la FAO ha coordinato “l’Iniziativa Internazionale per gli Impollinatori”, che produce conoscenza, linee guida e protocolli per sostenere i paesi nel monitoraggio degli impollinatori e capire meglio le minacce, le informazioni che servono e le lacune nei dati.

“Senza le api, sarebbe impossibile raggiungere l’obiettivo principale della FAO, un mondo senza fame”.

Una singola ape in media visita intorno a 7.000 fiori al giorno e sono necessarie quattro milioni di visite a fiori per produrre un chilogrammo di miele.

Alla tutela di questi insetti così importanti, va però accompagnata una campagna di informazione sui rischi di reazioni allergiche causate dalla puntura degli imenotteri, famiglia a cui appartengono le api, le vespe e i calabroni. Essere informati sui rischi e sulle modalità per intervenire correttamente in caso di reazione allergica è molto importante, soprattutto con l’arrivo della bella stagione. A tal proposito, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ape, ritorna la campagna d’informazione “Punto nel Vivo”, patrocinata da FederAsma e Allergie Onlus – Federazione Italiana Pazienti e realizzata con il contributo di ALK-Abellò. L’iniziativa, giunta alla sua terza edizione, ha l’obiettivo di informare ed educare la popolazione sulle reazioni allergiche da punture di imenotter. La campagna, con il supporto di esperti allergologi su tutto il territorio nazionale, fornisce informazioni utili sulle caratteristiche delle reazioni allergiche da punture di imenotteri e su come trattarle.

Ma quali sono le raccomandazioni degli allergologi per il paziente allergico al veleno di imenotteri?

  • Evitate di stare all’aperto vicino a piante in fiore o alberi da frutto.
  • Ricordate che tutti i profumi dolci, le fragranze, i deodoranti e anche i repellenti per le zanzare attraggono gli imenotteri (api, vespe e calabroni).
  • Indossate colori neutri (bianco, beige o verde): i colori sgargianti attraggono gli imenotteri e soprattutto le api. Quando si sta all’aperto, in luoghi a rischio di puntura, meglio indossare pantaloni lunghi, camicie a manica lunga, cappello e, in caso di lavori di giardinaggio, guanti.
  • Indossate scarpe possibilmente chiuse: camminare scalzi aumenta il rischio di puntura.
  • Vespe e calabroni si nutrono dei nostri stessi cibi, pertanto evitate di mangiare frutta, dolci, gelati o panini all’aria aperta, soprattutto se lasciati scoperti e non chiusi in contenitori ermetici. Molto pericoloso è lasciare lattine o bottiglie di bibite aperte e incustodite: vespe e calabroni percepiscono il sapore zuccherino e possono infilarsi dentro per nutrirsi.
  • I bidoni della spazzatura vanno tenuti ben chiusi e possibilmente lontani da casa. Anche la spazzatura messa nei bidoni dev’essere contenuta in sacchetti ermetici.
  • Le vespe regine possono passare l’inverno in guanti, stivali, cassetti o armadi tenuti in cantina o garage. Controllate il vestiario prima di utilizzarli dopo l’inverno.
  • Non uccidete insetti senza una ragione, ce ne possono essere altri nei paraggi. Ricordate che le api durante la puntura emettono un ‘feromone’ che funge da richiamo d’allarme per altre api, che possono giungere sul luogo e attaccare.
  • Le punture sono frequenti nei paraggi di un nido; cercate eventuali nidi prima di pulire le finestre, tagliare siepi, ecc. Le api nelle giornate piovose abbassano i ‘corridoi di volo’ verso fonti di acqua o campi ove bottinare. Attraversare uno di questi corridoi di volo equivale a essere nelle vicinanze di un nido.
  • In caso di attacco da parte di imenotteri, cercate di coprirvi il capo.

Quando si viene punti è di fondamentale importanza valutare con prontezza la risposta dell’organismo. Una reazione locale come un eritema o un indurimento accompagnato da prurito è un fenomeno normale. Nel caso delle api, per limitare il dolore è bene rimuovere il prima possibile il pungiglione perché è dotato di un piccolo serbatoio che continua a iniettare il veleno anche per 60 secondi dopo il morso.

Nei casi in cui in seguito alla puntura compaia un notevole gonfiore nella sede della puntura o addirittura una reazioni generalizzata occorre rivolgersi al medico. La prima puntura non può scatenare una reazione allergica, perché serve solo a sensibilizzare il soggetto creando gli anticorpi. Solo a un secondo contatto con l’allergene, cioè il veleno dell’insetto che punge, potrà avvenire, nei soggetti predisposti, la reazione allergica. Le avvisaglie che devono allertare sono un gonfiore che supera i 10 centimetri di diametro e una reazione lontana dalla zona della puntura.

La paura più grande in caso di allergia è lo shock anafilattico, ovvero una seria vasodilatazione, accompagnata da calo della pressione arteriosa e perdita di coscienza, che può portare anche alla morte. In situazioni simili è necessario l’intervento immediato del medico per la somministrazione di farmaci anti-shock come l’adrenalina.

 

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