Dopo gli incidenti di Torino, l’attenzione del legislatore sull’organizzazione delle manifestazioni pubbliche è stata massima. Da questa attenzione sono venuti fuori dei correttivi normativi e dei regolamenti comunali. Tra questi, quello del Comune di Manduria che prevede una serie di adempimenti che poco centrano con la sicurezza degli spettatori ma sanno molto di più di nuove incombenze a carico di chi organizza eventi anche piccoli con misere motivazioni economiche. Insomma, un modo nuovo che toglie le responsabilità ai pagatissimi burocrati pubblici e li carica a poveri cristi come le associazioni di volontariato il cui unico obiettivo è quello di fare qualcosa di buono per il proprio paese.

La normativa e di conseguenza il regolamento comunale, prevede due trattamenti: uno per chi organizza eventi con un numero di spettatori che non deve superare le duecento unità e l’altro per chi organizza eventi con un numero di spettatori superiore a duecento. Nel primo caso è sufficiente (si fa per dire) una scia (una comunicazione di inizio attività) a cui dovrà essere allegata una relazione tecnica firmata da un professionista di fiducia dell’organizzatore dello spettacolo (quindi pagato dall’organizzazione), a questo va aggiunta la valutazione dell’impatto acustico, che poi sarebbe un’altra relazione a firma di altro professionista abilitato (altri costi), una polizza di responsabilità civile che scarichi l’Ente da qualsiasi responsabilità per avvenimenti accaduti durante le manifestazioni (da una prima indagine questo tipo di polizze non costerebbero meno di 150 euro al giorno, ovviamente a carico dell’organizzazione). Se questo non fosse sufficiente, sul regolamento manduriano realizzato dal dottor Aldo Marino si può leggere senza ulteriori spiegazioni: “E quant’altro necessario in ordine al pubblico spettacolo ed alle attrezzature impiegate (parchi, luci, tralicci, ecc)”.

Ovviamente, se lo spettacolo punta a più di duecento spettatori, le incombenze aumentano e sono più costose e a carico dell’organizzazione.

La domanda a questo punto sorge spontanea, direbbe qualcuno. Con queste leggi e regolamenti si otterrà una maggiore sicurezza per i cittadini o solo uno scarico di responsabilità da parte di chi fino ad oggi (dirigenti e impianti con mansioni specifiche) autorizzavano queste manifestazioni? Ed è prevedibile che da oggi ignari presidenti di associazioni no profit diventino esperti di scia e interlocutori di professionisti come ingegneri, assicuratori, ecc? Il tutto perché? Per organizzare una manifestazione, magari una sagra, uno spettacolo di ragazzi del posto che nella maggior parte dei casi non consente neanche il rientro delle spese? Tutte cose che verranno fuori nei prossimi giorni. Intanto, a seguire il regolamento del comune di Manduria, l’estate manduriana non potrà iniziare prima della fine di luglio, infatti è molto chiaro che le domande e le comunicazioni riguardanti gli spettacoli devono pervenire trenta giorni prima dell’evento. Se consideriamo che la delibera che autorizza gli eventi è stata approvata ieri, 16 giugno, è facile fare i calcoli.

La legge è legge e su questo non ci sono dubbi, ma forse inizia a diventare veramente difficile vivere in una comunità in cui diventa complesso e rischioso organizzare semplici momenti di incontro e comunque,​ se questo dovesse servire a salvare una vita (ho i miei dubbi) ben vengano queste regole.