Una ricerca pubblicata sulla rivista Circulation Research ad opera dei ricercatori dell’Universidad de los Andes, Santiago del Cile, sostiene che utilizzando cellule staminali derivate dal cordone ombelicale è stata migliorata la funzione del cuore in pazienti con insufficienza cardiaca, aprendo la strada a nuove terapie non invasive.

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La dott.ssa Bartolucci e colleghi hanno condotto uno studio in cui hanno confrontato i risultati ottenuti in pazienti che avevano ricevuto un’iniezione endovenosa di cellule staminali da cordone ombelicale con quelli di pazienti che hanno ricevuto placebo.

I risultati sono stati ritenuti talmente “incoraggianti” da indurre i ricercatori a sostenere di poter migliorare i tassi di sopravvivenza dei pazienti con insufficienza cardiaca.

Nell’insufficienza cardiaca, i muscoli del cuore s’indeboliscono fino a non essere più in grado di garantire un adeguato afflusso sanguigno in tutto il corpo. La metà dei pazienti ha un’aspettativa di vita non superiore ai cinque anni dalla diagnosi con un tasso di sopravvivenza a 10 anni inferiore al 30% e si stima che, in tutto il mondo, siano circa 26 milioni le persone che versano in queste condizioni.

Le cellule staminali utilizzate dai ricercatori sono state ottenute da placente umane donate da madri sane che hanno portato la loro gravidanza a termine con un parto cesareo.

E’ stato constatato che, nel gruppo trattato con cellule staminali, la terapia ha migliorato la capacità dei cuori di pompare il sangue durante l’anno dopo il trattamento.

Durante il trattamento non è stato osservato nessun effetto collaterale di risposta immunitaria o infiammatoria.