Un nuovo farmaco per la terapia del diabete mellito di tipo 2 potrebbe essere disponibile grazie al Brevetto concesso all’Università degli Studi di Bari Aldo Moro per “l’impiego farmacologico di una miochina capace di preservare la funzione e la massa delle cellule pancreatiche in condizioni dismetaboliche”.

Il Gruppo di ricerca di Endocrinologia del Dipartimento dell’Emergenza e dei Trapianti di Organi, coordinato dal Prof. Francesco Giorgino, grazie agli esperimenti effettuati dalla prof.ssa Annalisa Natalicchio e dal dottor Nicola Marrano, ha brevettato l’impiego dell’irisina, un ormone rilasciato dal muscolo, per migliorare la funzione e la vitalità delle cellule beta-pancreatiche, il cui cattivo funzionamento è causa del diabete mellito.

Il Gruppo barese ha dimostrato per la prima volta che l’irisina ha la capacità di proteggere le cellule beta dai danni causati da un eccesso di grassi e di stimolare la produzione e la secrezione di insulina, ormone prezioso per controllare i livelli di glucosio nel sangue. La somministrazione di irisina nei topi ha inoltre determinato un aumento del numero delle cellule beta e un miglioramento della loro funzione.

In Italia 4 milioni di persone sono affette da diabete, e queste cifre sono destinate a crescere. In questo scenario, la scoperta di una nuova terapia farmacologica è di estrema importanza, soprattutto perché, proteggendo le cellule beta-pancreatiche, potrebbe rallentare la progressione della malattia nel tempo. Prossimo obiettivo del Gruppo di ricerca del prof. Giorgino è trasferire gli studi sull’uomo.

A sostegno di queste ricerche, è previsto anche un finanziamento da parte della Regione Puglia, che ha seguito con grande attenzione il Progetto.

BREVETTO ITALIANO N° 102015000071015; intitolato: “Impiego farmacologico di una miochina capace di preservare la funzione e la massa delle cellule pancreatiche in condizioni dismetaboliche”; concesso il 23/04/2018.