Articolo Uno-Manduria, nell’esprimere l’assoluta solidarietà ai dipendenti ILVA alle prese con le problematiche legate alla vertenza in atto in questi ultimi giorni, ma che affonda le sue radici in tempi remoti, al di là di ogni differente posizione politica, invita partiti e movimenti cittadini ad una mobilitazione di tutte le coscienze in favore delle centinaia di capi-famiglia manduriani che vedono a rischio il posto di lavoro, vedono negati i sacrosanti diritti acquisiti e potrebbero intravedere lo spettro di una precarietà che da contingente rischia di diventare endemica.

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Nello stesso tempo stigmatizza l’atteggiamento del Governo portato a ragione solo dalla unitaria fermezza dei lavoratori e dalla paura di una campagna elettorale alle porte. E’ indubbio, infatti, che il Governo, tramite i commissari da lui nominati, era già a conoscenza della posizione di Mittal sia per il piano industriale che per quello ambientale ed è stato costretto a sconfessare l’assenso preventivo espresso immediatamente dopo il benestare dell’Antitrust. Ma il Governo smentisce se stesso una seconda volta, quando dichiara inaccettabile la posizione dell’acquirente che per molti versi propone cose da lui stesso sancite nel Job Act che permette alla nuova proprietà di rifare i contratti riducendo i salari di 7000-8000 € lorde all’anno. Nonostante ciò, l’interesse dei lavoratori, delle loro famiglie e del “lavoro” in genere per Articolo Uno è prioritario rispetto ad ogni altra considerazione; pertanto, rivolgono lo stesso appello fatto a partiti e movimenti per una mobilitazione delle coscienze anche a tutte le Istituzioni territoriali ed in particolare alla dott.ssa Francesca Garufi, nella sua veste di commissaria prefettizia a Manduria, per presenziare al tavolo istituzionale proposto da tutte le sigle sindacali e convocato a Taranto, presso il Palazzo di Città, giovedì 12 ottobre, alle ore 17,00 dove rappresentare il concreto rischio di impoverimento economico e civile di tanti cittadini occupati in ILVA e nelle imprese d’appalto.