La nave Aquarius della ong SOS Mediterranée, con a bordo 629 migranti, dalla notte tra sabato e domenica, è bloccata in mare dopo che il governo italiano ha negato alla nave il permesso di arrivare in Italia e ha chiesto al governo di Malta di occuparsi dell’accoglienza dei migranti a bordo, ritenendo che, trovandosi la nave a 43 miglia da Malta, sia La Valletta il porto più sicuro. Una posizione non condivisa da Malta che non sembra disposta ad accogliere i migranti. Quindi la nave ha ricevuto dalle autorità italiane l’indicazione di attendere nuovi ordini e ora sta navigando in modo circolare tra Malta e la Sicilia.

“Salvare le vite è un dovere, trasformare l’Italia in un enorme campo profughi no. Nel Mediterraneo ci sono navi con bandiera di Olanda, Spagna, Gibilterra e Gran Bretagna, ci sono Ong tedesche e spagnole, c’è Malta che non accoglie nessuno, c’è la Francia che respinge alla frontiera, c’è la Spagna che difende i suoi confini con le armi, insomma tutta l’Europa che si fa gli affari suoi. L’Italia ha smesso di chinare il capo e di ubbidire, stavolta C’È CHI DICE NO. Da oggi anche l’Italia comincia a dire no al traffico di esseri umani, no al business dell’immigrazione clandestina. Il mio obiettivo è garantire una vita serena a questi ragazzi in Africa e ai nostri figli in Italia” –  ha scritto su vari post su Facebook il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini. 

Una decisione inedita per l’Italia presa di concerto da Salvini con il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. “Chiediamo al governo di La Valletta – si legge in una nota congiunta – di accogliere la Aquarius per un primo soccorso ai migranti a bordo”. “L’isola – continuano i due ministri – non può continuare a voltarsi dall’altra parte quando si tratta di rispettare precise convenzioni internazionali in materia di salvaguardia della vita umana e di cooperazione tra Stati”.

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli dichiara  a Sky Tg24 che le condizioni a bordo di Aquarius sono “buone” e più in generale, sul fronte migranti, l’Italia ha mostrato finora moltissimo ma del fenomeno se ne devono occupare tutti, perché non è solo un problema nostrano. Più in generale, “è fondamentale ricordare l’immenso lavoro che ha fatto l’Italia e la Guardia costiera italina” che negli ultimi anni ha salvato “più di 600mila vite umane”, dice Toninelli aggiungendo che “questo significa che nessuno si deve mai permettere di dire che che l’Italia, gli italiani, e il governo italiano tengano una politica xenofoba contro i migranti, che ci si disinteressi di questi richiedenti asilo in condizioni disperazione”. E’ necessario, stavolta, che tutti comprendano che il diritto internazionale non può prevedere un’Italia abbandonata a se stessa. Noi salveremo sempre le vite umane, ma Malta è la spia di un’Europa che deve cambiare”. Lo scrive su Twitter il ministro Toninelli. “Le condizioni a bordo sono buone, ci sono viveri e stiamo aspettando l’ufficialità della risposta di Malta. Certamente per alcuni giorni ci saranno viveri a sufficienza e a breve ci sarà evidentemente una risposta. Noi chiediamo che vengano aperti i porti degli altri Paesi”, aggiunge.

“Rafforzare cooperazione Ue-Nato in mediterraneo” – “Non si può prescindere da una più intensa cooperazione tra Nato e Ue nel Mediterraneo e altrove. Il rafforzamento della dimensione europea sulla sicurezza che consideriamo una priorità perderebbe di senso ed efficacia al di fuori di un quadro di piena sinergia e complementarietà con le forze di cui è dotata la forza atlantica”. Lo afferma il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al termine dell’incontro con il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg.

E mentre si aspetta, diversi Comuni italiani offrono i loro porti per far sbarcare i migranti. Tra questi anche Taranto. Ecco la nota del sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci:

‘Taranto è pronta ad abbracciare ogni vita in pericolo, senza se e senza ma. In questi casi bisogna distinguere il giudizio politico dalle questioni tecniche. Come è noto secondo queste ultime, dopo la riforma del sistema portuale del ‘94, i sindaci non hanno più alcuna competenza diretta sulla gestione di banchine e operatività degli scali. Motivo per cui attendiamo di comprendere quali provvedimenti il governo trasmetterà alle Authority italiane sulla materia delle immigrazioni. D’altronde in mare vigono leggi e consuetudini internazionali che non si possono cancellare con una semplice circolare. Nel merito politico invece per me stiamo parlando di vite umane che hanno sempre la priorità su accorgimenti politici e normativi. La nostra è da sempre terra di accoglienza, non so davvero come si possano respingere 629 vite umane.